blog.tapirulan.it
 
  03.08.2016 | 09:28
watching you
 
 

sei capitato qui e non sai neanche come. il cadavere di un blog in avanzato stato di putrefazione. foto, articoletti, link ad altra roba. la solita fola. stai per andartene. poi leggi questo post. c'è scritto che le recensioni proseguono con cadenza quotidiana su yastaradio da un anno e più. in fondo quella di sanremo ottantadue non era pessima. niente di che, ma non pessima. pensi che forse vale la pena leggersi un paio delle nuove. poi pensi di no, che non ne vale affatto la pena. esci da questa pagina e te ne dimentichi per sempre. io invece no. io non ti dimentico. ti terrò d'occhio. lo farò sempre. a tua insaputa.

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  21.09.2015 | 23:49
vatrogasci
 
 

Perast, Montenegro, 22 agosto 2015

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  13.09.2015 | 10:05
le guerre sono fauci
 
 

L'ex ministero di giustizia nel centro di Belgrado come appare il 14 agosto 2015 

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  30.06.2015 | 17:07
l'altra meta
 
 

WACKY RACE – DICIANNOVESIMA TAPPA
30 maggio 2015, Poggio Piccolo (BO)

Fast forward

30/05/2015. Ore 20.50
“Poggio. Gira di qua. Lo vedi il cartello?”
“Dice Poggio Grande, noi andiamo a Poggio Piccolo”.
WR1 abbraccia con un gesto il borgo consistente di tre case, una chiesa e una trattoria. “Se questo è Poggio Grande… il Piccolo sarà mica lontano” Indica un casale isolato.
“Sai che due tortelli me li farei proprio volentieri?” aggiunge WR2 transitando davanti alla trattoria.

30/05/2015. Ore 21.08
WR1 e WR2 scoprono a loro spese che le due principali caratteristiche di Poggio Piccolo sono quella di essere immenso e quella di essere da tutt’altra parte rispetto a Poggio Grande. WR2 puntualizza che anche un piatto di cappelletti in brodo non farebbe schifo.

30/05/2015. Ore 21.20
Dopo aver definitivamente rinunciato a qualunque velleità di individuare da soli l’ubicazione del campo sportivo di Poggio Piccolo, WR1 e WR2 attendono WR10 nel piazzale antistante il bar “Bar Poggio Piccolo” ormai da molti minuti, fumando sigarette e domandandosi reciprocamente dove cazzo sono capitati. “Ma WR10 non è mica originario di queste parti?” domanda WR1. “Sai, anche due fettine di cotechino con salsa di lenticchie”, risponde WR2.

30/05/2015. Ore 21.55
Un signore con un cane di media taglia al guinzaglio informa WR1, 2 e 10 che il campo sportivo di Poggio Piccolo è situato esattamente davanti a loro. I tre hanno modo di constatare che il campo sportivo di Poggio Piccolo funge da ideale divisione tra la zona industriale di Poggio Piccolo a sinistra del campo sportivo e la zona industriale di Poggio Piccolo a destra del campo sportivo. Non è illuminato e la recinzione sembra una recinzione di mediocre fattura.

30/05/2015. Ore 22.07
WR2 parcheggia la Zerozero nel piazzale del distributore situato sulla SP31 all’ingresso di Castel Guelfo di Bologna. WR2 scrocca a WR1 cinque Euro e li infila nell’apposita feritoia del distributore. Alle sue spalle, qualcuno canta in un microfono la strofa “Il più bello spettacolo dopo il Big Bang siamo io e te” in una inedita versione grindcore, gradevole più o meno quanto una scolopendra in un orecchio.

30/05/2015. Ore 22.09
WR1 cammina su e giù per il piazzale cercando di reprimere un conato di vomito. “Io guido di merda”, si scusa WR2. “Eh, no”, interviene WR10. “Io, Guido di merda”, puntualizza, riferendosi verosimilmente all’iniziativa nella quale ha coinvolto gli altri due.

30/05/2015. Ore 22.32
Nella circonvallazione di Castel Guelfo di Bologna tre attempate signore si dicono pronte a giurare sulle teste bacate dei loro mariti che al campo sportivo di Castel Guelfo di Bologna non sta succedendo proprio niente. I tre cominciano a prendere in considerazione l’eventualità di cambiare programma.

30/05/2015. Ore 22.58
WR10 scende dall’auto, guarda i due amici e allarga le braccia. “Eppure sono sicuro che il pub era qui”, mormora. “Ma tu non eri mica di queste parti?” domanda WR1. “Un hamburger. Ecco. Ci vorrebbe un bell’hamburger fatto come cazzo si deve” aggiunge WR2.

30/05/2015. Ore 23.19
WR1, WR2 e WR10 percorrono a passo molto sostenuto Viale Terme a Castel San Pietro Terme all’inseguimento di un canto soave e lontano. Il canto si interrompe all’altezza della gelateria La Terrazza. WR10 ferma due passanti e chiede informazioni sull’origine del canto. I due passanti hanno grosso modo l’età di Scilla e Cariddi.

30/05/2015. Ore 23.39
Il pub O’Malley risulta essere chiuso. “Non vedo il sangue scorrere da sotto la porta”, commenta WR2, ma per apprezzare la battuta di spirito occorre conoscere il testo della canzone “O’Malley’s bar” di Nick Cave. WR10 nota un cartello che specifica la nuova, temporanea ubicazione del bar.

Play

30/05/2015. Ore 23.55
La festa della birra dell’O’Malley’s bar è gioviale almeno quanto il testo della canzone “O’Malley’s bar” di Nick Cave e la temperatura è quella di una pozzanghera di sangue sul pavimento di un pub. La birra no, quella è appena tiepidina. Dall’altra parte del campo sportivo c’è un palco. Sul palco una manciata di uomini coi capelli lunghi sta smontando gli strumenti. Dietro al mixer, uno di quei fonici un po' sordi e molto teste di cazzo, di quelli che a una certa ora la musica la conoscono solo loro. WR1 domanda se qualcuno per caso ha voglia di patatine fritte.
“Stavo pensando a come cazzo si gioca a rugby”. Chiede WR1
“20 o 30 persone intelligenti da una parte e altrettante dall'altra, si menano per un pallone che non sembra, neanche per il cazzo un pallone”. Dice WR2.
“Non proprio 20 o 30”. Puntualizza WR10: “Saranno anche 50 o 60, guarda non scherzo, saranno poco meno degli abitanti di Poggio piccolo”.
“Zio valser! Così tanti” fa WR1:”Mica pensavo ci stesse tutta sta gente in un campo di rugby”.
“Possono persino aumentare. Presente i Gremlins?” dice WR10.
“E’ un casino quando incominciano a sudare: si bagnano... e si moltiplicano, neanche fossero patriarchi biblici” fa WR2.
WR 10: “Capitato una volta nel '83-84 credo...”. Lo corregge WR2: “Era l’85, l’anno di Heartbreakers dei Tangerine Dream”.
“Yeah, Desire, che pezzo... comunque dicevo”, rivolto a WR1, “in una città del Sud Africa i giocatori delle due squadre hanno sudato così tanto che hanno allagato lo stadio. La gente (che ce n'era) l'han dovuta evacuare tanta era la preoccupazione degli organizzatori. Tanti del pubblico invece non volevano sentire ragioni e sono rimasti, gli han messo il boccaglio e la maschera, a loro. Alcuni c’avevano quella di Zorro. Dicevano che faceva fico.
“Mi ricordo bene. I giocatori nel campo con tutta quell'acqua erano diventati 120-130 per parte, non si capiva più un cazzo”, puntualizza WR2.
WR10: “Ooh, mica che il rugby sia proprio così comprensibile, però”
WR2: “Valà che è vero, ma quella volta la buttarono in vacca. L'arbitro, un idraulico di Pretoria, propose di giocare comunque a una sorta di rugby sincronizzato col kayak!
WR1 e 10:” Ooooh, zio beel!”
WR10: “Ah niente, gli atleti si sono messi la ciambella di Nonna papera e con quelle cosce che si ritrovano al posto delle braccia hanno incominciato a remare per portare la palla ovale alla meta...”
WR1:” Ecco, parliamo di meta. Ma quante cazzo ce ne vogliono in un campo?”.
WR2:”Due”
WR1:” E perché in questo campo, che gli venga niente al fonico di merda, ce n’è solo una?”
WR10:” E' mica una meta quella. Quella è una fionda. La fionda per il tiro al somaro, qua usano così, però sono più bravi a Poggio grande, è una tradizione dicono. Ooh lanciano i somari a una velocità... incredibile! Più del rugby sincronizzato col kayak”.
WR1:”Sia, ho idea credo che ci siamo persi proprio un grande evento”.
WR10” intendi la famigerata partita di rugby del 1985?”
WR1:”No, intendo il concerto di stasera a Poggio grande”
WR2:” Poggio piccolo, diovalser. Era Poggio piccolo”.
WR:”Forse...”.


Rewind

31/05/2015. Ore 3.07
WR10, dopo aver controllato l’angolo posteriore sinistro della sua autovettura, sale le scale di casa sua.

31/05/2015. Ore 2.41
WR10 scarta sulla destra fino a posizionarsi con due ruote in corsia d’emergenza e due ruote in prima corsia mentre un’auto bianca tipo Opel Corsa colpisce non forte l’angolo posteriore sinistro della sua autovettura.

31/05/2015. Ore 2.40
WR10, mentre si trova sulla prima corsia dell’A14 tra Castel San Pietro Terme e San Lazzaro di Savena, nota nello specchietto retrovisore un’auto bianca tipo Opel Corsa che giunge alla velocità approssimativa di 190 km/h. L’auto viaggia con due ruote nella prima e due ruote nella seconda corsia.

31/05/2015. Ore 2.32
WR10 inserisce una banconota da 20 euro nell’apposita feritoia presso il distributore Agip posto circa 300 metri dopo il grande incrocio che taglia la via Emilia all’altezza di Castel San Pietro Terme. Sgancia la pistola erogatrice e riempie parzialmente il serbatoio della sua autovettura.

31/05/2015. Ore 2.29
WR10 sgancia la pistola erogatrice del distributore Agip posto circa 400 metri prima del grande incrocio che taglia la via Emilia all’altezza di Castel San Pietro Terme, inserisce la pistola erogatrice nell’apposito foro della sua autovettura e dopo venti secondi di tentativi toglie la pistola erogatrice dall’apposito foro della sua autovettura senza aver riempito il serbatoio della sua autovettura.

31/05/2015. Ore 2.28
WR10 inserisce una banconota da 20 euro nell’apposita feritoia presso il distributore Agip posto circa 400 metri prima del grande incrocio che taglia la via Emilia all’altezza di Castel San Pietro Terme, schiaccia il pulsante corrispondente alla pompa 3, si accorge che il pulsante corrispondente alla pompa 3  è spento e legge l’avvertenza “si raccomanda di schiacciare solamente i pulsanti accesi in quanto i pulsanti spenti corrispondono a pompe vuote”.


Ghost track

31/05/2015. Ore 10.22
WR10 legge sulla pagina facebook dei Dhamm che il concerto che la sera prima avrebbe dovuto svolgersi al campo sportivo di Poggio Piccolo si era in realtà svolto al bar Renzo di Imola. Nota anche che questo cambiamento su facebook piace a 3 persone e si chiede se quelle 3 persone sono lui, WR1 e WR2.

(agli osservatori più attenti non sarà sfuggito che l'illutrazione stavolta non è stata realizzata da WR1 come di consueto ma da un suo talentuosissimo epigono)

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  20.05.2015 | 13:22
il modo di pronunciare le doppie di mal
 
 

Kalopedia 35 (Speciale Sanremo 1982)

Chi diamine? Autori vari
Che diamine? Tuttosanremo 82
Ma quando? 1982
Allora? Se nell’inverno del 1982 avevate nove anni probabilmente il Festival della canzone Italiana era per voi l’EXPO mondiale della musica, il G8 dello star system. Attesi trepidante la trentaduesima edizione per un intero inverno, documentandomi sui giornali che transitavano per casa, vale a dire TV sorrisi e canzoni e l’Unità. Sviluppai subito un odio profondo nei confronti di quegli ottusi crapuloni comunisti per le ripetute critiche alle scenografie discotecare, alle esecuzioni su basi preregistrate, alla pochezza dei contenuti. Critiche che certamente non tenevano conto dei seguenti fatti.
- Ping pong di Plastic Bertrand non parla di una pallina che rimbalza ma del delicato intreccio di sentimenti che si genera in una storia d’amore.
- Vasco Rossi non si mise in tasca il microfono perché era talmente fatto che pensava si trattasse di un pacchetto di paglie dalla forma piuttosto strana, ma come dirompente gesto di protesta nei confronti dell’establishment musicale che costringeva gli artisti ad esibirsi in playback.
- Il testo di Un’altra vita un altro amore di Christian non è uno dei dieci testi più cretini di tutti i tempi. Ne è evidente testimonianza l’ardita metafora “ogni volta come un tarlo risaliva quella febbre” riferita alla frenesia maschile di andarsene a schiavazzare in giro.
- La melodia di Strano momento di Riccardo Soffici ha quell’arrembante indolenza tipica delle sonorità tardo-Eagles e un testo onirico e inquietante almeno quanto quello di Hotel California.
- La goffa cadenza di Mal non era per niente goffa e Mal non era per niente di uno zuccone che dopo vent’anni che stava in Italia non aveva ancora imparato a pronunciate le doppie, ma una scelta dizionale irriverente e polemica nei confronti dello stile locutorio spocchioso e arrogante di Dan Peterson
- Il testo di Marinai de Le Orme non parla di marinai strafatti che suonano il pianoforte nel sottomarino, ma delle difficili condizioni socio-economiche dell’hinterland veneziano, ciò che fu successivamente confermato dagli autori medesimi.
- L’incipit della canzone Soli di Drupi, che recita “E poi si resta soli / e non si canta più” ha il medesimo impatto emotivamente nichilista della coeva Ed il tempo crea eroi di Vasco Rossi che inizia con le parole “Ed il tempo crea eroi / mentre il sole brucia ancora per i cazzi suoi”
- Le parole “Quando incontri l’amore / batte forte il tuo cuore / e ti sembra che tutto sia migliore” nella canzone Quando incontri l’amore dei Milk & coffee provengono nientemeno che da un sonetto di Shakespeare.
- L’incipit di chitarra in C’è di Elisabetta Viviani fu successivamente ripreso dai Van Halen in un numero imprecisato di canzoni. Praticamente tutte.
- Riccardo Fogli aveva già vinto il festival di Sanremo tre mesi prima che si svolgesse solo perché se lo meritava.
- Quando Vasco Rossi uscì dal palco il microfono non gli cadde di tasca accidentalmente ma lo gettò di proposito in terra perché gli stava sul cazzo Christian, cui toccò raccoglierlo.
- Beguine di Jimmy Fontana non è una dozzinale beguine con un testo cretino, ma, considerando il titolo, un indovinato arzigogolo metamusicale.
- Viola Valentino, nel 1982, era una delle cinque donne più tope del pianeta.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Romantici; Storie di tutti i giorni; Strano momento

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  16.05.2015 | 13:17
ian anderson si sta intortando tua sorella
 
 

Kalopedia 34

Chi diamine? Motorpsycho
Che diamine? Lobotomizer
Ma quando? 1991
Allora? Immaginatevi i Crazy horse inseguiti da un branco di lupi (la maestosa Hogwash), sentite i rantoli dei Melvins scaraventati in un recinto di maiali affamati (la schizofrenica Thc all'ottavo minuto giocherella nientemeno che con Wish you were here). Collocare questo album tra stoner (Home of the brave), grunge (Wasted) e hardcore (Grinder) e un po' come affermare che Matteo Renzi è qualcosa a metà strada tra un cialtrone, un mistificatore e un ciarlatano. Tautologico ma riduttivo. La bentianissima Frances esplora quel psych-filante che distinguerà il sound della band negli anni a venire. Ascoltate questo album in sette su una Panda a volume massimo.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Hogwash; Thc

Chi diamine? Frank Ricotti
Che diamine? Vibes
Ma quando? 1981
Allora? Quello là sui sessanta, un po' ipotricotico e moderatamente ginecomastico, è uno dei più grandi vibrafonisti del mondo. Ha trascorso la vita a studiare il vibrafono e nell'ottantuno ha fatto un disco intitolato "Vibrafoni" che contiene tracce strumentali chiamate "Vibrafono fresco", "Vibrafono morbido", "Vibrafono impegnato" che suonano tutte un po' come quei siparietti musicali dei filmetti sentimentali inizio ottanta. L'altro, anche lui sui sessanta, quello con la bandana nera sulla testa, quello che si sta intortando tua sorella è uno dei peggiori flautisti del mondo. Si chiama ian Anderson. Tu con quale dei due ti faresti una pinta di London pride?
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Cool captions

Chi diamine? Tapiman
Che diamine? 1971
Ma quando? Tapiman
Allora? L'album d'esordio dei catalani Tapiman è un giocattolesco inno alla psichedelia d'oltreoceano. Sullo scaffale, qualche modellino dell''aeroplano di Jefferson (il singolo Don't ask me why), un lupacchiotto della steppa in peluche (Driving shadow), chitarre giocattolo da cui fuoriescono fiamme di carta (la eccellente No control). Wrong world è curiosamente identica a N.I.B.; il cantato in inglese di J.M. Vilaseca in Jenny è esilarante. Qualcuno sostiene che la rivoluzione rock spagnola sia partita proprio dalla Catalogna e proprio nel 1971. Sarà vero, ma questo disco non ha sovvertito il regime di quel pezzo di merda di Franco, né di sicuro la storia del rock mondiale.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? No control; Driving shadow

Chi diamine? Thurston Moore
Che diamine? Trees outside the academy
Ma quando? 2007
Allora? Il secondo album dell'allampanato leader dei Sonic gramps sgattaiola da certi solipsismi cavaorecchi tardo-Sonic e rivela una vitalità musicale inaspettatamente variopinta. Il suono semiacustico delle chitarre è preminente: timidamente epico, alla Mark Lanegan, in tracce come Frozen gtr e Off work, psico-languido alla Diamond sea in tracce come The shape is a trance e Off work, minimal-pop-con-violini nelle Belle-e-Sebastian-esche Never day e Honest James, fuzzy-vintage per giocherellare un po' coi vecchi Dinosauri giugnor (Wonderful witches). Senza quei trentasette secondi di peto elettrico prima della monumentale Trees outside the academy sarebbero state cinque stelline.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Frozen guitar; Never day; Trees outside the academy

Chi diamine? Santana
Che diamine? Corazón
Ma quando? 2014
Allora? A un primo ascolto disattento il nuovo album all-star di Santana suona un po' come quei CD promozionali che ti davano in omaggio negli anni novanta se visitavi un autosalone, sponsorizzati da Estathe, dalla Opel o da TV sorrisi e canzoni e intitolati Salsa party mix o El sabor caliente vol. 2 e generalmente composti da dodici canzonette da classifica ricantate dall'autista di Julio Iglesias e dozzinalmente riarrangiate in chiave salsa-dance, A un ascolto attento non so. Non ho mai ascoltato attentamente i CD promozionali degli autosaloni. Né, da oggi, i nuovi album di Santana.
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Oye 2014

Chi diamine? The Decemberists
Che diamine? What a terrible world, what a beautiful world
Ma quando? 2015
Allora? E' tassativo non offuscare l'elemento di maggior fascinazione, cioè il nitore del songwriting di Meloy. Occorrono arrangiamenti accuratissimi ma trasparenti (Spectoriani, li definisce giustamente qualcuno). Si spazia quindi dal pop-piano-da-radio (l'insipegabile singolo Make you better) a certe caciare indie-90 alla Rem (The wrong year), al doo-wop mid-60 (Philomena) al "gospel bianco da convention democratica" (la definizione è sempre di quel qualcuno) della cripto-biografica The singer addresses his audience (da confrontare con Anathema degli Anathema), alle dolenti e austere Till the water is all long gone e Carolina Low collocabili tra i Dire straits di Private investigation e il Roger Waters di Each small candle. Buona parte dell'ultima facciata del vinile (la terza) sembra una sorta di doveroso tributo al folk di Dylan e Young, cui Meloy deve sicuramente molto più di una cena costosa.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Till the water is all long gone; The singer addresses his audience; A beginning song

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  05.05.2015 | 15:11
edipo era un tranquillo adolescente
 
 

Kalopedia 33

Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Physical graffiti (deluxe edition)
Ma quando? 2015
Allora? Collocandomi sopra le orecchie degli scomodissimi strumenti psicoacustici presi in prestito nottetempo dal C.E.R.N. di Ginevra ho avuto modo di stimare che complessivamente le alt-take differiscono dalle versioni originali per nove semicrome di chitarra, cinque doung fatti col basso accordato appena più lento, tre dei quali consecutivi, e un tang al posto di un pang sul rullante della batteria. Fa eccezione l'intro alternativa di In the light, meravigliosamente intima e LZ4-esca, che ricolloca la canzone proprio a metà tra Stairway to heaven e When the levee breaks. L'unica stellina è interamente sua.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? In the light

Chi diamine? Martin Barre
Che diamine? Away with words
Ma quando? 2013
Allora? Il fatto che in ben otto casi su dodici si tratti di pezzi minori J-T gentilmente confluenti in sofisticati enigmismi acustici rivela da parte di Barre un complesso nei confronti del vecchio Jethro che a confronto Edipo era un tranquillo adolescente con la passione per gli indovinelli. Anche gli episodi più sconcertanti, per esempio la rockeggiante Paparazzi o la celtica Hymn 43 (con un inedito Barre anche al flauto), si pongono come early-jam-in-progress più che moderni riarrangiamenti. Il disco perfetto da sentire in sottofondo nella sala d'attesa di uno studio dentistico della Cornovaglia.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Air: Lament of the Spalpeen - Martin's Jim - Hymn 43 / Sundown   

Chi diamine? Jake Bugg
Che diamine? Jake Bugg
Ma quando? 2012
Allora? Se pensate che la copertina del primo album omonimo di Jake Bugg (anagrafe Jake Edwin Kennedy) somigli un pochino a quella dell'esordio omonimo di Dylan (anagrafe Robert Allen Zimmerman) e che Lightning bolt sia una specie di Homesick blues da talent show allora siete solo invidiosi di questo ragazzetto che a diciott'anni apriva per i Rolling stones. Oltre al primissimo Dylan (anche Someone told me), anche Johnny Cash (la bella Trouble down) e Buddy Holly (Two fingers), Paul Simon (Simple as this, Note to self) e gli sviolinatori Verve (Ballad of Mr. Jones), Oasis (Seen it all) e Suede (Slide). "Pronto, Jake? Sono Rick Rubin. Non riattaccare. Ho sentito che si parla di un secondo disco. Senti, io... Jake, Jake?
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Trouble town / Ballad of Mr. Jones / Lightning bolt

Chi diamine? Saturnalia
Che diamine? Magical love
Ma quando? 1973
Allora? Nel 1973 Aletta Lohmeyer era morosa del potente produttore Keith Relf e frontman dei volonterosi Saturnalia. Troverete in rete una sua foto vestita soltanto di un certo numero di collane. Troverete anche il primo e unico album dei Saturnalia. Se sopporterete la voce di Aletta, stridula più o meno quanto un gessetto nuovo sulla lavagna (alzate il volume per And I have loved you, se avete coraggio), scoprirete un buon album a trazione cali-psych. Flutti Quicksilver/Airplanes nella arrembante Winchester town, spruzzi space-floyd (la obscured-by-cloud-esca She brings peace e la julia-dream-eggiante Dreaming) e pop-Doors (l'incipit di Soul song). Traitor annusa il culo ai primi Atomic rooster. Peccato che nel 1973 ormai fosse già tutto finito. Ascoltate questo album il due di gennaio mentre fate esplodere i raudi che vi sono rimasti in tasca.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Traitor / Dreaming / Magical love

Chi diamine? Motorpsycho
Che diamine? Maiden voyage
Ma quando? 1990
Allora? Nel 1989 i Pearl jam erano ancora i Bad radio, i Green river erano appena diventati i Mudhoney, il muro di Berlino era ancora in piedi e in vetta alle classifiche norvegesi soffiava dalla vicina Svezia un gelido vento pop. Nel garage di Snah c'era persino più freddo che in cima alle classifiche e l'unico modo per sopravvivere era agitare le braccia (Politician) o scuotere la testa (Queen Chinee). La psych-ballad Blueberry daydream fu registrata davanti al camino nel tinello di Bent, e si sente. Pressoché inintelligibile l'unica traccia live How was I to know. Ascoltate questo nastro soltanto se siete convinti che "Bent is loud but Snah is God". Una stellina, ma con stima e rispetto.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? How was I to know

Chi diamine? Dub narcotic sound system meets the Jon Spencer blues explosion
Che diamine? Sideways soul (in a dancehall style)
Ma quando? 1999
Allora? Quando Robert Rodriguez leggerà questa recensione si precipiterà a girare un musical fantascientifico ambientato ai margini della galassia che racconta l'evasione di un manipoilo di uomini dal più duro e spietato carcere maschile dell'universo e la fuga verso il pianeta più vicino, popolato da una razza umanoide composta esclusivamente da femmine-guerriero in procinto di estinguersi la cui peculiarità è di non indossare vestiti ma solo calzature con sottili tacchi di metallo. Il film, interpretato da Danny Trejo e Uma Thurman, vincerà nove premi Oscar. Sul palco, ricevendo la preziosa statuetta per la miglior colonna sonora, Jon Spencer dei Blues explosion e Calvin Johnson dei Dub narcotic sound system si scambieranno un bacio con la lingua.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Fudgy the whale

Autore: ufj | Commenti 1 | Scrivi un commento

  04.05.2015 | 11:34
levatemi di torno quella roba da bifolco
 
 

Kalopedia 32 (speciale Mumford and sons)

Chi diamine? Mumford & sons
Che diamine? Wilder mind
Ma quando? 2015
Allora? Vi ho detto di no. Ma che ne so che farci? Gettateli nella stufa, portateli nel Wyoming. Fateci quello che volete. Io quella roba da bifolco non me la metto. Io voglio una camicia attillata e dei pantaloni di pelle. Neri. Non lo so, chiedete a Bono dove li compera. E poi levatemi di torno quei cazzo di banjo. Io lo detesto il banjo. No, non me ne frega un cazzo se il banjo mi ha fatto vendere sette milioni di dischi, il banjo suona come una capra appesa per le palle. E vaffanculo anche alla campagna, che a me la campagna mi ha sempre fatto schifo al cazzo che mi gratto sempre dappertutto. Sapete cosa? Trovatemi un produttore decente, qualcuno che conosce a menadito i Simple minds, i Waterboys, gli Stranglers e tutta quella merda anni ottanta. Trovatelo e copritelo di verdoni. No, Rick Rubin non va bene. Quello lì negli anni ottanta era solo un cazzo di metallaro coi brufoli. E voglio delle tastiere. Voglio un casino di tastiere. Ma che c’entrano i Coldplay? Be’, a me non me ne frega un cazzo neanche dei Coldpaly. I Coldplay sono Chris Martin e Chris Martin fino a prova contraria sono io. E adesso io dico che i Coldplay non esistono più. Adesso esistono i Martin and sons e mettetevi in testa che prima di Natale i Martin and sons saranno la più grande rock band del mondo. Avete capito, razza di bastardi? E delle date. Voglio fare un casino di date. Trovatemi degli stadi grandi e… cosa? Calmo? Io sono calmo. Sono calmissimo. Voi piuttosto, siete voi che… ma che diavolo… ehi. Ehi! Ahia. No! No! Ahia! Mettete giù quel cazzo di... AHIAAA!
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Wilder mind; Snake eyes

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  24.04.2015 | 12:59
e se invece mettessimo moquette finto-yes?
 
 

Kalopedia 31

Chi diamine? Black widow
Che diamine? Sleeping with demons
Ma quando? 2012
Allora? Tardiva epopea tastier-metallone in svariate incarnazioni, dal glam-caplone-con-brugna alla Motley crue (Party time for demons) al tardottanta-sabbatiano (la fichissima Hail Satan cantata dal redivivo Tony Martin), alla starnazzante ultimi-Nazareth That's when evil touched me per chiudere col lentone-hard-blues-generalmente-cantato-da-biondazza (Even the devil get the blues). Questo nelle prime spassosissime quattro tracce. Da lì in poi una paludosa noia interrotta da picchi di sublime cattivo gusto: l'interludio orgasmico nella Kennylogginsiana Sleeping with demons; il Satana-fuhrer-predicatore nella Sandymartoniana Radio hades. Procuratevi questo disco e collocatelo sullo scaffale al suo posto, cioè tra Forbidden dei Black sabbath e Slaves and masters dei Deep purple.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Hail Satan; Radio hades

Chi diamine? Ruphus
Che diamine? Ranshart
Ma quando? 1974
Allora? Impietosa istantanea di una band rimestata nei componenti e negli intenti, lo scialbo sequel dell'eccellente New born day si intinge senza rimorsi nel paludone melodic-mid-70 dove galleggiano olezzose orchestrazioni Styx (Easy lovers, heavy moaners) e melmose scale sintetizzate orrid-prog (Fallen wonders). Pictures of a day scimmiotta tremendamente i Genesis di Foxtrot, il resto è moquette-finto-Yes. La vocina affettata del nuovo Østdahl fa rimpiagnere addirittura il duo Aspaas e Sundby. Ascoltate questo disco a volume bassissimo mentre ascoltate contemporaneamente New born day a palla.
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Back side

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The wall (immersion box set)
Ma quando? 2011
Allora? Finalmente svelato il tumultuoso processo di dewatersizzazione subito dal comunque profondamente watersiano The wall, dalla prima spettrale watersianissima demo inizialmente proposta alla band dal bassista (incuriosisce il binomio tardobeatlesiano Waiting for the worms / Run like hell), proseguendo con una strabordante alluvione di demo in rigoroso ordine decrescente di watersizzazione (tra gli infiniti spunti, le outtakes Sexual revolution e Teacher, teacher, la futura The hero's return; l'accidentato percorso di Another brick in the wall; la germinazione bicefala di Comfortably numb), per terminare con le doverose versioni ufficiali dell'album finito e del live dell'80. Se pensavate che non esistessero deluxe interessanti, questo cofanetto sarà lieto di smentirvi.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? La saga Another brick in the wall

Chi diamine? Editors
Che diamine? The weight of your love
Ma quando? 2013
Allora? Dolorosamente (s'è dovuto sacrificare un chitarrista) ma dollarosamente iscritti alla nuova ondata di new wave che segue quella di trent'anni prima, quando i Simple minds contendevano agli U2 la leadership mondiale a suon di stadi pieni, gli Editors aprono questo Weight of your love con una manciata di inni da stadio pieno, nella speranza che un giorno accada per davvero. I Depeche di Violator (Sugar), i Simple minds di Alive & kicking (Formaldehyde, Hyena) ammiccando persino agli U2 di Desire (ascoltate il singolo A ton of love). Insopportabili le canzonette falsetto-Coldplay con tanto di archi collocate nella parte centrale; inaspettata la chiusura springsteeniana (Two Hearted Spider, The phone book). Fluidodinamico il suono, isoentalpico il contributo vocale di Tom Smith.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Formaldehyde; Bird of prey

Chi diamine? Graveyard
Che diamine? Hisingen blues
Ma quando? 2011
Allora? Dire che i Graveyard sono uguali ai Led zeppelin e come dire che Fuga da Los Angeles è uguale a 1997 fuga da New York. Il punto è: OK, e allora? A voler contare gli starnuti di cimice si trovano sparsi in giro elementi proto-doom (l'intro di No good, Mr. Holden), amplificazioni lento-southern (Uncomfortably numb), stratificazioni hammond-psych (Ungrateful are the dead, dove sennò?), fischietti epic-western morriconiani (Longing), ma il punto è un altro. Il punto è che quando metti su questo album e parte Ain't fit to live here tu non pensi a nulla di tutto ciò. Tu pensi una cosa sola. Tu pensi "Oh, là". Punto.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? No good, Mr. Holden; Longing   

Chi diamine? Lenny Kravitz
Che diamine? Strut
Ma quando? 2014
Allora? Niente da obiettare che l'album più frivolo della star più frivola del più frivolo genere musicale metta opportunamente in mostra pettorali funky ben scolpiti (le godibilissime Sex e The chamber) oltre a un eccellente guitar-tatuaggio arrogant-cool (Dirty white boots, Strut) e, da buon negro, il classico chilo e due di oro addosso (New York city). Il gioco è bello ma ahimé troppo corto e l'erettile groove funky-disco del lato A si avvizzisce sul retro nella pallosmith-ballad She's a beast, nella giovane-carina-e-disoccupata I'm a believer e nel frignolento doo-wop Happy birthday, gioioso quanto una torta spiaccicata sul pavimento al termine di una festa. In certe tracce Woody Harrelson firma l'handclapping. E si sente.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? The chamber; New York city

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento

  13.04.2015 | 09:20
la travolgente simpatia di de gregori
 
 

Kalopedia 30

Chi diamine? Shearwater
Che diamine? Animal joy
Ma quando? 2012
Allora? Rassicuranti bagliori di legna che arde nel camino. Bastano i primi trenta secondi della prima traccia di Animal joy per mettere amorevolmente a letto i Col-plaid (Animal life). Fuori dalla finestra la natura si agita inquieta (Dread soverreign). Occorre munirsi di giubbotto impermeabile e pantaloni da bufera. Là fuori i cieli sono sfolgoranti e carichi di elettricità (Breaking the yearlings). E noi quaggiù piccolissimi, il naso all'insù, sospesi tra meraviglia e terrore, in procinto di uscire dalla scena (You as you were) sospinti dall'impeto della piena che sta per sopraggiungere (Pushing the river). Conviene indossare qualcosa di pesante.
Sì ma allora? • • • • •
Però almeno cosa sento? Animal life; Believing makes it easy; Pushing the river

Chi diamine? Frantic
Che diamine? Conception
Ma quando? 1970
Allora? California. Fine anni sessanta. Flower power un cazzo. Questi quattro ragazzetti fanatici sfegatati di Cream e Iron butterfly si tracannano un magnum di acido lisergico in purezza e registrano un disco compulsivamente hard-psych. Navigano bene tra i flutti psichici il singolo Midnight to six man e Baby trainati da riff convincenti. Altrove, divagazioni acid-blues (More of a man, Scitnarf) e acid-Zappiane (la cover di Shady Sam) ma in definitiva niente che catturi l'attenzione. Inutilmente frignolenta la cover di Hey Joe, roboante quella di Little man. Ascoltate questo disco ogni volta che vi ritrovate a canticchiare "Feed your head" pensando agli occhi di Grace Slick.
Sì ma allora? • • •
Però almeno cosa sento? Midnight to six man; Morning dew; Baby

Chi diamine? Dente
Che diamine? Almanacco del giorno prima
Ma quando? 2014
Allora? L'ultimo album del cantautore di Fidenza con la timbrica di Gazzé, la cadenza di De Gregori, la poetica di Jovanotti e la simpatia per il calembour di Silvestri, cioè, volevo dire del cantautore con la timbrica di Jovanotti, la cadenza di Gazzè, la poetica di Silvestri e la simpatia di De Gregori, cioè la timbrica di Silvestri, la cadenza di Jovanotti, la poetica di Gazzè e l'oleosità di De Gregori, quello insomma, ecco, quell'album lì, tra arrangiamenti dolceviteschi (Fatti viva) e zampadelefanteschi (Al Manakh) funzionali a una morbida e superficiale introspezione, scorre via fresco e gradevole come uno spruzzetto di Arbre magique su un panino alla mortadella. Curiosamente, le ultime tre tracce sono intellettualmente effervescenti almeno quanto lobotomiche le prime tre. Bòn. E con questa mi son tolto il dente.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Fatti viva; Meglio degli dei; Remedios Maria

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? Wish you were here (immersion box set)
Ma quando? 2011
Allora? Le prime tre stupefacenti tracce live di questa riedizione rivelano una Shine on in avanzatissimo stato di composizione già nel 74, una You've got to be crazy (alias Dogs) più space-Gilmouriana e una Raving and drooling (Sheep) arrembante, sorta di One of these days vs. Time. Ipocloridrica la Have a cigar starnazzata da tacchino-Waters in vece di Roy Harper, ipertziganica la Wish you were here languidamente sviolinata dal celebre Stéphane Grappelli. Tra la metà del '72 e l'inizio del '74 i P-F misero in piedi tutto Dark side, Shine on e due terzi di Animals. Invece di procurarvi questo costosissimo cofanetto cercatevi in rete il Live At Wembley del 16 nov. 1974. Lì c'è tutto quello che serve (clicca qui).
Sì ma allora? •
Però almeno cosa sento? Sentiti il live che dicevo prima

Chi diamine? Black widow
Che diamine? Sacrifice
Ma quando? 1970
Allora? Dal sacrificio umano collettivo autoinflitto da parte dei Pesky gee sul finire dei '60 si generano gli ectoplasmatici e satanicissimi Black widow. Musicalmente i due minuti di Hammond e gli interventi di sax nella maestosa In ancient days mettono subito in chiaro la distanza siderale dai Black sabbath (band). Il satanicissimo e celeberrimo singolo Come to the sabbat invece è una jethrotullianissima Black sabbath (canzone). Per il resto, Uriah heep (Way to power, Attack of the demons), flauti e violini sparsi un po' dappertutto (Conjuration, la loveboatianissima Seduction) e una For-a-thousand-mothers-esca jam in chiusura. Ascoltate questo satanicissimo capolavoro sgranocchiando ali di pipistrello in frittura.
Sì ma allora? • • • •
Però almeno cosa sento? Sacrifice; In ancient days

Chi diamine? Los Campesinos!
Che diamine? We are beautiful, we are doomed
Ma quando? 2008
Allora? Il secondo sferragliante album dell'ultima band di grido indie-britpunk-thepogues deve uscire in fretta, a pochi mesi dal primo, perché siamo alla fine del fottuto 2008, le cose stanno precipitando e già si scorgono in lontananza plottiglie di Rufi Ruffcut intellettuali con le loro sudicie camicie di flanella, le chitarre sdrucite al collo e tutte quelle nenie noiose che odorando di merda di vacca. Presto, presto. Macinare Sonic youth, Decemberists, Pogues, Who, The strokes, ingoiare, cacare e scappare, perché i cieli sono scuri di nubi, i prati saranno presto blu, la folkalisse è la in fondo e i Los Punkettinos sono bellissimi, ma sono spacciati.
Sì ma allora? • •
Però almeno cosa sento? Miserabilia; All your keyfabe friends

Autore: ufj | Commenti 0 | Scrivi un commento