autori vari – less than zero (soundtrack) (1988)

Autori vari – Less than zero (soundtrack) (1988)
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La colonna sonora di Less than zero (lo straordinario titolo italiano Al di là di tutti i limiti non impensierisce sua maestà Se mi lasci ti cancello, ma si piazza comunque dignitosamente nella top chart del idiotraduzioni cinematografiche, più o meno a parimerito con Ricomincio da capo e L’attimo fuggente) apparentemente obbediente alla F.R.D.S.A.S, la Famigerata Regola Delle Soundtrack Americane Secondottantiane che prevede scialbi fanchipoppettini (nello specifico, la imbarazzante cover di Are you my woman? di tali Black flames capace di sfumare nel pop la straordinaria versione originale dei Chi-lites nello stesso modo in cui un neonato con un Carioca jumbo sfumerebbe il contorno di un disegno) alternati a scialbi fanchirocchettini (la sedentaria, inedita She’s lost you porta il nome di Joan Jett in modalità però Joan Carggo) verso la fine del lato B, contiene in realtà una impensabile raffica di inediti all star: Life fades away, laconico doo-wop scritto a quattro mani da Roy Orbison e Glen Danzig, esattamente, o la allora innovativa Going back to Cali firmata da un allora apicale LL Cool J, o la stessa Bring the noise, destinata a diventare l’hit delle hit dei Public enemy, o ancora la asmatica, ineffbaile In a gadda da vida (Slayer vs. Iron butterfly), o la straordinaria A hazy shade of winter (Bangles vs. Simon & Garfunkel), incendiaria, sensuale, ottantianissima, forse la miglior espressione rocchettara banglesiana di sempre (chi scrive adora Susanna Hoffs ma detesta Walk like an egyptian), forse persino superiore alla già comunque incendiaria versione originale, ecco che arrivano i pomodori. Il drammaturgico score di Thomas Newman è irreperibile su supporto fisico o sulle piattaforme digitali, ma c’è qualcosa su Youtube. Se il tempo scarseggia almeno Sex in the loft va sentita.
Highlights: Bangles – A hazy shade of winter / Slayer – In a gadda da vida
Label: Def jam recordings