don airey – pushed to the edge (2025)

Don Airey – Pushed to the edge (2025)
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Il robustissimo e fumigante abbrivio ultra-dipparpolliano (Tell me vs. Any fule kno dat ma anche Ted the mechanic) nega e al contempo conferma ciò che ogni purplehead finge di ignorare da oltre venti anni e cioè che i DP MK8 – la formazione ampiamente più stabile e duratura – e persino di più i recenti DP MK9 poggiano incontrovertibilmente sulle spallucce spioventi e sull’adipe birraformato di Donzellone Airey. Vibrazioni blandamente AORieggianti in Moon rising: tastiere ipercinetiche, un chitarrismo per una volta simil-Morse-iano, oppure fortemente AORieggianti, Flame in the water: Wasted sunsets e un riverbero gionbongiovanile, poi le solennità grungey di Edge of reality, soprattutto,ma anche in Godz of war e Power of change ahimé eccessivamente scimmiottanti i mood di Kashmir e i Rainbow/Dio-era rispettivamente, un frondoso background heavy prog (la sfocata Out of focus, il poderoso finale di Godz of war, le scale orientaleggianti di Rock the melody, il nu-prog transatlantico di Finnigan’s awake). Molta polpa, poche sorprese. Fa evidente eccezione il pastiche floyd/morriconiano They keep on running (il titolo perfetto sarebbe Summer of ’25) che subito svanisce in un marmoero mid-tempo tardo-sabbataro e più precisamente tardo-martin-sabbataro, a comporre con straordinaria freschezza un suono sì, gradevolmente polposo, sì, (fintamente) derivativo e, con un pochino di doverosa benevolenza, occasionalmente spavaldo. Sufficienza piena. Artwork a parte, s’intende.
Highlights: They keep on running / Godz of war
Label: Ear music