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pat benatar – crimes of passion (1980)

Pat Benatar – Crimes of passion (1980)

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I suoni acquistano corpo e si tingono di rock, sempre a proposito di sinestesie trite e ritrite: clap-clap e chitarre tardo-skynyrdiane (la eccellente Prisoner of love da confrontare con la di poco successiva Physical, hit galattica di O-N-J), esteticamente più (Hit me with your best shot, un titolo che, chiedo scusa, considerato l’argomento del testo è un autogol tremendo) o meno (Little paradise) glammeggiante, oppure blandamente punk-blues (You better run, primo singolo con tanto di videoclip, il secondo assoluto in ordine cronologico trasmesso da Mtv dopo Video killed the radio star) con scintille filo-disco (i soliti trituratissimi Kiss di Dynasty nell’introduttiva, robustissima, Treat me right – “Don’t wanna be no martyr, I know I’m no saint / oh my, my baby before it’s too late”, quindi state in campana, maschi). Le notevoli performance vocali di Never gonna leave you (un soleggiato reggae-punk-rock di chiara matrice Police-iesca), I’m gonna follow you (tostissima ballad più B-Seger che K-Meine, menomale) e soprattutto Wuthering heights (il testa a testa con l’originale di Kate Bush nelle prime strofe è ardimentoso ma la svolta-ballatonza nella seconda parte per quanto ben pensata funziona e non funziona, ché se da un lato riconduce provvidamente P-B su registri vocali consueti dall’altro finisce per banalizzare un po’ tutta la faccenda). E poi c’è Hell is for children, solenne poi potente e poi potentissima e poi atomica, la canzone più esplosiva dell’album e probabilmente di un’intera carriera, qualcosa dalle parti del migliore Graham Bonnett di sempre, vale a dire quello di Down to earth. Ecco, adesso bisogna andarselo a risentire.

Highlights: Hell is for children / I’m gonna follow you

Label: Chrysalis

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