Ufj

amplifier – gargantuan (2025)

Amplifier – Gargantuan (2025)

•••

Nel drumming immanente, nei synth affabulanti e cosmici, nelle dilatazioni chitarristiche spaziotemporali inscenate già nelle prime note della introduttiva Gateway, nel ritornello che implode, tardivo, offuscato, forse stupefatto, risiede il manifesto programmatico e apologetico portato avanti con incrollabile coerenza e ottimismo da oltre venticinque annozzi da parte di Salamone Salamir, con tutti i suoi pregi e inevitabili difetti. Poi Invader, kozmica, sonico motorik kraut-roccchettaro kostruito su skale orientali (ekkekkakkio); barlumi sonori canterburiani (la tardo-ELP-iana King kong ma anche Guilty pleasure, a modo suo), poi ruvidi, artefatti e convoluiti (la tardo-settant-crimsoniana Entity, antifrastica coda in opposizione alla rarefatta Pyramid, dimensionalmente grungey: Down on the upside dei Soundgarden, i Puscifer). E una (questa sì) inattesa coda filo-ottantiana, e se il new wave prog di Cross dissolve la colloca ipoteticamente da qualche parte su Street Fighting years o Real life dei Simple minds è però soprattutto la conclusiva Long road a spostare le sopracciglia, là dalle parti dell’ultima traccia di un disco di Jarre, dei Supertramp in crisi-what-crisi? di Brother where you bound o dei primi due notevoli dischi degli It bites. Il solito album degli Amplifier, insomma. Il solito straordinario album degli Amplifier, per essere più precisi. Il solito straordinario album degli Amplifier che non ti viene voglia di riascoltare, per essere fin troppo precisi.

Highlights: Blackhole / Entity

Label: Rockosmos

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *