Alberto Calorosi

UFJ

múm – history of silence (2026)

Múm – History of silence (2026) • Canticchiamenti svenevolmente sonnolenti (Múm è il rumore che fanno gli islandesi quando chiudono la bocca dopo uno sbadiglio) tardonovantiani (Kill the light ma anche tutto il resto del disco), uno sbianchettato e ipobjorkeggiante…

envy of none – envy of none (2022)

Envy of none – Envy of none (2022) •••• Affatto derivativo di certi mainstreamizzati colossi multimediali anni ventiventi, sussuranti, vintage, synthetici e forzosamente off, Billie Eilish, Lana del Rey, quella roba lì da giovinastri insomma, il suono è fattivamente testurizzato…

graham bonnet – lost in hollywood again (2025)

Graham Bonnet – Lost in Hollywood again (2025) • Diciamo che ci vogliono almeno cinque ottavi dell’album più famoso, prendi quello, sì, Down to earth va benissimo, la messa in scena occorre che sia fedele eppure patinata, quelle cose tipo…

graham bonnet – graham bonnet (1977)

Graham Bonnet – Graham Bonnet (1977) ••• Dylan che diventa ballad r-stoniana e più precisamente ballad r-stoniana-tipo-quando-gli-stones-cercano-di-somigliare-un-po’-a-dylan con tanto di inascoltabile lick di chitarra talk box (It’s all over now, baby blue), Ron Davies che rimane sempre il Ron Davies…

autori vari – less than zero (soundtrack) (1988)

Autori vari – Less than zero (soundtrack) (1988) ••• La colonna sonora di Less than zero (lo straordinario titolo italiano Al di là di tutti i limiti non impensierisce sua maestà Se mi lasci ti cancello, ma si piazza comunque…

pat benatar – crimes of passion (1980)

Pat Benatar – Crimes of passion (1980) •••• I suoni acquistano corpo e si tingono di rock, sempre a proposito di sinestesie trite e ritrite: clap-clap e chitarre tardo-skynyrdiane (la eccellente Prisoner of love da confrontare con la di poco…

pat benatar – in the heat of the night (1979)

Pat Benatar – In the heat of the night (1979) ••• Nevrile, ruvidamente impudica, cinquanta% Irene Cara, cinquanta% Ann WIlson e un pelino di Billy Gibbon, Heartbreaker incendia i cuori e spezza le catene (“Heart breaker /dream maker”, no, non…

riverside – id.entity (2023)

Riverside – Id.entity (2023) ••• Alla faccia di un’apertura inopinatamente e smaccatamente tecnopop (Friend or foe?, armonizzazioni OMD-like, un cantato Harkettiano fino all’epiglottide, un video involontariamente a metà strada tra il vintage e il cestino di Windows e per quanto…

david byrne – who is the sky? (2025)

David Byrne – Who is the sky? (2025) ••• Se i suoni dissonanti (Avant garde: sapido vademecum su come rifugiarsi nell’avanguardia – e, va da sè, sfuggire al contempo a un pubblico di merda, Östlund, Freak Antoni), a tratti cameristici…

amplifier – gargantuan (2025)

Amplifier – Gargantuan (2025) ••• Nel drumming immanente, nei synth affabulanti e cosmici, nelle dilatazioni chitarristiche spaziotemporali inscenate già nelle prime note della introduttiva Gateway, nel ritornello che implode, tardivo, offuscato, forse stupefatto, risiede il manifesto programmatico e apologetico portato…

deep purple – =1 (2024)

Deep purple – =1 (2024) •• Nella gillan-escente e gigioneggiante Show me in apertura (Any fule kno dat?, Knocking at your back door, Woman from Tokyo giusto per tirare fuori tre ere differenti) ma soprattutto nel riffettoso mezzotempo heavy prog…

ævestaden – ni blomster i en åker (2025)

Ævestaden – Ni blomster i en åker (2025) ••• Che siano le selvagge e nevose brughiere là fuori, evocate da En hvisken under hjertet così gelide e sbrilluccicanti nella luce mannara di questa luna piena da far venir voglia di…

steve stevens – flamenco a go-go (1999)

Steve Stevens – Flamenco a go-go (1999) •• Nell’immaginifica crasi che accorperebbe le grazie di Estrada e Foteza dondolanti nelle sottovesti sulla musica di Ottmar Liebert nel Ciclone di Pieraccioni, il sosia friulano di Banfi che improvvisa un Porompompero di…

nick cave – wild god (2024)

Nick Cave – Wild god (2024) •••• Il dio selvaggio e smemorato esplora stupefatto lo spazio interiore e l’immensità dei sentimenti, la ricerca è vana, ogni conversione, ogni stato mentale è sospeso tra l’inferno e il paradiso, se ne sta…

praying mantis – time tells no lies (1981)

Praying mantis – Time tells no lies (1981) •••• In barba all’apertura AOAOR (ampiamente orientata all’AOR) di Cheated, sì, la fregatura, il primo e universamente riconosciuto unico vero album della band che annovererà, nelle innumerevoli reincarnazioni successive un numero imprecisato…

fans of the dark – video (2024)

Fans of the dark – Video (2024) ••• Apprezzate il laconico tautologismo tipico di quegli anni là (Tomorrow is another day – lentazzo leppardiano, oppure Ca-a-a-arrie), quella sorta di età dell’oro dell’horror cinematografico e narrativo, l’eta dell’oror insomma, sublimemente clivbarcher-stivenchinghiano,…

a circus – a circus (2025)

A circus – A circus (2025) L’incipit acustico (Out of the hat) inocula suggestioni vìntejj (l’avete sentito il fruscio della puntina?) quasi cinematografiche, circolarmente riprese nella sountrac/chiosa Swing little girl in chiusura, poi però l’album prende corpo attraversando lande sonore…

collettivo rivoluzionario protosonico – al diavolo (2025)

Collettivo rivoluzionario protosonico – Al diavolo! (2025) ••• Paralipomeni di chitarra grattugiata zamboniana e basso du-du-durissimo barra cu-cu-cupissimo Maroccoliano (Partigiano), ostinata darkwave cicicippiana del conseguimento della maggiore età con evidenti eccessi di clonazione Ferrettiana (qui e ovunque), invasivamente Allarm-istica (Screpolano),…

cattle decapitation – terrasite (2023)

Cattle decapitation – Terrasite (2023) ••• L’ottavo acclamatissimo album della più importante band mondiale di deathgrind vegano è una sorta concept dedicato alla rinascita dell’umanità sotto forma di putrescenti scarafaggioni, conseguentemente all’estinzione autoinflitta icasticamente dettagliata nel concept del settimo, acclamatissimo…

david rhodes – bittersweet (2010)

David Rhodes – Bittersweet (2010) ••• Ah quei riverberi sonori fineottantiani tipo quelli individuabili, i.e., nell’illuministico So di Peter Gabriel e in particolare in Mercy street (dappertutto, anche in All I know), invero mitigati da una vocalità intimamente empatica e…

cure – mixes of a lost world (2025)

Cure – Mixes of a lost world (2025) •• Non la suggestione ambient-funkatroniche di I can never say goodbye (Mental overdrive remix), non il cartavetroso tappeto quasi-jungle di Alone (For tet remix), non il d’n’b lounge schiamazzante-ma-come-schiamazzerebbero-gli-avventori-di-un-Buddha-bar-anni-ventiventi di Warsong (Omid…

don airey – pushed to the edge (2025)

Don Airey – Pushed to the edge (2025) ••• Il robustissimo e fumigante abbrivio ultra-dipparpolliano (Tell me vs. Any fule kno dat ma anche Ted the mechanic) nega e al contempo conferma ciò che ogni purplehead finge di ignorare da…

billy idol – dream into it (2025)

Billy Idol – Dream into it (2025) •• Ciò che faremmo bene a sognare into it, nell’opinabile opinione di Patatone Idol potrebbe non essere il post-romantic pop post-ottantiano dell’omonima traccia in apertura, qualcosa che potrebbe stare senza eccessivi imbarazzi sul…

outlanders – outlanders (2023)

Outlanders – Outlanders (2023) • Outlanders, l’apertura di questo lungo e prolisso e dilavato e scialbo e eccessivamente sinonimico album (musicalmente parlando), blandamente Ottmar-Liebert-iana e featurizzante l’ospitata di un davidgilmourosissimo Walter Giardino, storico chitarrista dei Rata blanca, epigoni del neomelodic…

xandria – universal tales (2024)

Xandria – Universal tales (ep) (2024) • Illustrato da un videoclip al cui confronto Alex Proyas è Stanley Kubrick e amatorialmente realizzato in CGI, la introduttiva No time to live forever (ri)mette in scena tutto quel repertorio orchestral/gridolin/martellante acefalo degli…

ween – la cucaracha (2007)

Ween – La cucaracha (2007) Label: Rounder records •••• Sopra le altre, il disco-funk(ul)pop moltozappiano nei suoni e ultrazappiano nei contenuti (periodo Joe/Yerbouti) di Blue baloon, il soulpop felpato Sade/Withersiano di Object, appassionata (seppure oggigiorno insostenibile) disamina di un romantico…

pentagram – pentagram (1985)

Pentagram – Pentagram (1985) ••• L’album d’esordio dei doppelganger americani dei Black sabbath esce quindici fottutissimi anni dopo la costituzione della band back in 19settanta e, se cronologicamente parlando il disco si incastrerebbe perfettamente sullo scaffale tra i diversamente scellerati…

daniel cavanaugh – monochrome (2017)

Daniel Cavanaugh – Monochrome (2017) • Costruita su un arpeggio intrinseco nelle corde ma soprattutto nei martelletti emotivi di D-mollatodallamorosa-C e modulata in un crescendo emozionale archetipico di certi Anathema anni-10, però più dilatato e meno immanente di, per esempio,…