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collettivo rivoluzionario protosonico – al diavolo (2025)

Collettivo rivoluzionario protosonico – Al diavolo! (2025)

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Paralipomeni di chitarra grattugiata zamboniana e basso du-du-durissimo barra cu-cu-cupissimo Maroccoliano (Partigiano), ostinata darkwave cicicippiana del conseguimento della maggiore età con evidenti eccessi di clonazione Ferrettiana (qui e ovunque), invasivamente Allarm-istica (Screpolano), a tratti e tenuamente (palpitantemente) ko-de-mondana (la conclusiva Appaiono) o cupamente gotico-lineare (Modalità di crisi). Il retrosocialismo affabulante Massima(l)mente Colliniano di 90s (ma Robespierre è un’altra cosa, connessione o non connessione); le blandizie new romantic di Esploderà (delle quali francamente cimporta nasega) forse dalle parti del Pelù dei primi epì, o forse no, e poi i Devo+the Cramps+un pizzico di Claudio Bisio quando-ancora-aveva-fiato-nei-polmoni (Stalker), a tratti ahimè eccessivamente Faturiane (Pasticche). Prendono opportuna e compunta distanza la chitarra grunge (si può ancora usare nel venticinque la parola grunge?) di Burocratica infarcita di sensazioni post-CSI (nadazamboniane o baraldizamboniane?) e soprattutto Baccante, sorta di motorik un po’ Julie’s haircut, un po’ Traum, tanto Come in no. 51 your time is up. Ridotta imbelle, sterile igienica unità di clonazione? O agiografico e totalitario, totalizzante, album smaccatamente derivativo, disagio permanente, ma contagiosamente divertente?

Highlights: Baccante / Appaiono

Label: n/a

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