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viaggi organizzati

Mattina presto. Io e Omar eravamo seduti sul fianco del monte a chiacchierare fumando una sigaretta. A un certo punto la guida mi disse che faticava a comprendere la ragione per cui noi occidentali spendiamo un sacco di soldi per cose del genere: dormire all’addiaccio, mangiare male e starcene ore e ore a saltellare su malandati fuoristrada. Lui, che al posto nostro se ne starebbe tutto il tempo a crogiolarsi negli agi.
Ricordo che risposi qualcosa di piuttosto banale sul senso di evasione insito nella natura umana.
A distanza di tempo mi ritorna in mente quella conversazione.
E mi fornisce lo spunto per un’idea assolutamente geniale.
Volete sentirla?
Aprirò un’agenzia turistica.
Sì, proprio io.
Organizzerò escursioni per africani abbienti.
Il programma? Eccolo.
Primo giorno: otto ore qui in ufficio a scrivere mail tutte uguali e rispondere al telefono a gente perennemente incazzosa. La sera, aperitivo al Dulcamara con le solite facce e a seguire mezz’ora di tangenziale in coda seduti nella mia confortevole auto aziendale. Cena vegetariana e, immediatamente a seguire, lavaggio piatti sotto l’occhio vigile di Sara. Il giorno successivo, escursione in giornata al Fidenza village per aver modo di apprezzare e acquistare i prodotti artigianali locali.
Niente male, non è vero?
La prima sortita sarà una sorta di première di lusso alla quale saranno invitati capi di stato e personaggi eminenti del calibro di Johnny Clegg.
Penso che inviterò anche Omar, la guida.
Sarà l’occasione giusta per chiarirsi reciprocamente le idee a questo riguardo.

La foto è un mio scatto di qualche giorno fa a Erg Chigaga, nel sud del Marocco. Ora mi è chiaro come è venuta a Lucas l’idea per gli AT-AT de L’impero colpisce ancora.

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