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tolentino arrandom

Immagino che nessuno di voi possa vantare tra le proprie amicizie nientemeno che un Direttore Artistico.
Io sì.
E sono onorato di avere avuto l’opportunità di presenziare alla sua consacrazione, il 21 luglio scorso, in quel di Tolentino.
C’erano i Wacky racers, collettivo cui fieramente appartengo, c’era la Banda Osiris, c’era la RAI e, evidentemente, c’era anche qualche penna iberica in incognito.
I Wacky racers raccontano così la loro Biennale. Questa, invece, è l’autorevole opinione del giornalista de El Pais. Le parole che mette in bocca al direttore artistico suonano grosso modo così: “Molte sono le esposizioni di opere incomprensibili, come se gli artisti fossero carbonari che parlano un codice comprensibile solo a essi stessi”. Di Gualandri rivelano la sua personale filosofia dell’arte più di quanto egli stesso sia disposto ad ammettere.
Respect.

(La foto sopra ritrae Wacky racer 2, Wacky racer 1 e Wacky racer 3. Lo scatto è di Wacky racer 6)

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