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fuori dai coglioni – parte 3

(…)

Le sorprese in un ‘greatest hits show’ sono generalmente poche e saggiamente centellinate. La prima consiste nell’esecuzione di uno dei miei pezzi preferiti: Truth hits everybody. Piuttosto grezza la versione su Outlandos d’amour, il brano viene qui guarnito di quella rotondità sonora che caratterizza il tardo Police-sound. Un pezzo che, suonato così, vedrei bene, per esempio, sul lato B di Synchronicity, magari tra Every breath you take e King of of pain.
Nella seconda parte dello show qualcosa nelle ditina dei tre pare smuoversi: dapprima tentano di impastrocchiare Wrapped aroud your finger aggiungendo qualche sberleccata esoticheggiante; poi si cimentano in una interessante Invisible sun appena rallentata, leggermente aromatizzata grunge (piano con gli insulti, eh: ho detto ‘leggermente’); Walking in your footsteps (o era Can’t stand losing you? Proprio non ricordo…) diviene il pretesto per una lunga jam…
Siamo al finale: a differenza di quanto malignavano in molti, il sottoscritto in primis, Sting non incespica negli acuti di Roxanne. Nel finale veloce di So lonely invece – si tratta forse dell’unico momento difficiolotto dello show – i tre si incasinano e vanno per sprelle. La chiusura dello show spetta naturalmente ad una agiografica Every breath you take. Luci accese, giù il sipario: i tre abbandonano il palco in uno scroscio di applausi dopo un’ora e mezza di show.
Eh, che dire… il compito più difficile è stato proprio quello toccato a piacione Sting, costretto a confrontarsi con brani per lui ostici in virtù di una timbrica vocale che non gli appartiene ormai da vent’anni. Summers e Copeland si sono limitati a stare a ruota con cipiglio cicloturistico. A chi sostiene che in realtà i Police non hanno mai suonato così bene risponderò che sì, è vero, effettivamente i Police hanno sempre suonato peggio.
Ehi ma… il palco si illumina all’improvviso. I tre sono nuovamente lassù e tirano fuori dal cilindro un’indiavolata Next to you che pare non voler mai terminare. Il pubblico è in visibilio: i settantamila saltano e gridano all’unisono “All I want is to be next to you”, me compreso. Un’esecuzione semplicemente grandiosa: il trailer di ciò che avrebbe potuto essere questo concerto se soltanto quei tre stronzi avessero avuto voglia di suonare.

E’ davvero la fine. La band ringrazia, intasca l’incasso e taglia la corda. Mentre la marea umana fluisce soddisfatta verso il parcheggio penso che tutto sommato sono felice di essere venuto qui stasera. Il ricordo delle vacanze in Inghilterra, quella sensazione come sentire la vita friggerti attraverso che nemmeno ricordavo più; il viaggio a Torino con la R*** e la T*** che chissenefrega se non me la daranno mai, in fin dei conti sono vent’anni che gli voglio bene, a quelle due, e con tutta ’sta fretta mai che ci sia modo di fare due chiacchiere in santa pace. E il concerto, pure, perché no? E bravi i Police che sono tornati a suonare per noi dopo ventitré anni. Sì, bravi. Però ora, per favore, fuori dai coglioni per altri ventitré, OK?

Setlist
Message in a bottle
Synchronicity II
Walking on the moon
Voices inside my head / When the world is running down…
Don’t stand so close to me
Driven to tears
Truth hits everybody
Hole in my life
Every little thing she does is magic
Wrapped around your finger
De do do do de da da da
Invisible sun
Walking in your footsteps
Can’t stand losing you
Roxanne
King of pain
So lonely
Every breath you take
Next to you

3 commenti

  1. I Police mi piacciono.
    Perché non hanno mai fatto un disco uguale.
    Il Primo era punkeggiante e strizzava l’occhio al commerciale.
    Reggatta è di una bellezza assurda e non c’è una canzone brutta. Anche i pezzi ironici sono stra-belli (‘ìgga, stra-validi).
    Zenyatta è strano. Il classico disco di transizione.
    Ghost in the machine è tra i miei dischi preferiti. Forse il meno apprezzato, ma il più cupo e introspettivo.
    ‘Demolition Man’ è un vero martello!!!
    Che dire di Synchronicity? Tra i 5 migliori dischi di sempre.
    PUNTO.

    Li metto in ordine sparso (gli altri 4)

    – The Wall dei Floyd
    – Hounds of Love di Kate Bush
    – … And Justice for All dei ‘Tallica
    – Achtung Baby degli U2

    Dai… cosa c’è di meglio di questi?

  2. anche a me piacciono i police, intendiamoci. sennò colla minchia che cacciavo i 57 euro per i posti in piccionaia.
    il primo era grezzo e brani come ‘masoko tanga’ e ‘be my girl’ non erano all’altezza. ma diamine, si tratta sempre di un disco d’esordio, e pezzi come ‘next to you’ e ‘truth hits everybody’ sbragano.
    non concordo su ‘reggatta’, il disco che ho sentito meno: alcuni pezzi non all’altezza dei superclassici ‘walking on the moon’ e ‘message in a bottle’.
    l’anomalia di ‘zenyatta’ sta nel fatto che i singoli sono i pezzi peggiori: vuoi mettere ‘de do do do’ con ad esempio ‘driven to tears’ o la splendida ‘shadows in the rain’?
    di ‘ghost in the machine’ ho una vaga memeoria, ricordo che da metà in poi – quello che allor asi chiamava lato b – mi annoiava.
    ‘synchronicity’ è un capolavoro, siamo d’accordo, un album che è un greatest hits da solo. lasciami soltanto ricordare quella ‘miss gradenko’ che rappresenta forse il pezzo meno noto dell’album ma probabilmente uno dei più belli dei police. prova a sparatela alta in cuffia e vedrai che la tentazione di metterti a dondolare a ritmo sarà praticamente irresistibile.
    sui 5 migliori dischi di sempre… ah, ci sarebbe materia per un post tutto suo…

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