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for sale baby shoes never worn

Durante la presentazione di Souvlaki di sabato scorso, mentre intervistavo uno degli autori, ho proposto la seguente questione: Hemingway ha scritto un racconto di sei parole che dice "Vendesi, scarpe da bimbo, mai usate ". Ebbene: quant'è il numero minimo di parole affinché un racconto possa definirsi tale? (nota: l'autore era pubblicato con un racconto di non più di una quindicina di righe). Nel corso della presentazione sono stati in molti a dire la loro.
Gli amici del C56 hanno fatto altrettanto.
Questa che segue è – più o meno – la mia opinione.
L'immagine sopra è Summer interior di Edward Hopper

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Prendete un racconto di Carver. Prendete un qualunque racconto di carver. Ce n’è uno qui, nel mio blog. Non è il migliore, era solo il più corto, il più comodo da trascrivere.
I racconti di Carver si sviluppano attorno a un episodio insignificante. Un frigo rotto, una torta non consegnata, un piattino d’argento usato come posacenere. In Carver c’è così tanta profondità e consapevolezza narrativa che quella pagina e mezza che parla del posacenere riassume tutta la vita di un uomo, la sua inestinguibile disperazione.
Che c’entra Carver? Niente. Assolutamente niente. E’ che Hemingway non l’ho mai letto. Mi serviva un altro scrittore alcolizzato, tutto qui.

Prima di tutto il testo esatto: “For sale: baby shoes, never worn”.
Allora: si tratta di un racconto? Ma certo. Mille volte certo.
Innanzitutto l’ambientazione. Dunque. E’ sicuramente un racconto grottesco. Dico, chi mai metterebbe in vendita le scarpine di un bimbo mai nato? Un’ambientazione chiaramente metafisica. Quell’annuncio sta dentro una testa. Come? Vediamo.

Primo mattino.
L’uomo sbatte la porta e barcolla fino al divano. Le prime sere soleva far tardi insieme agli amici, diceva che era il suo modo di reagire. Ora tira mattina da solo. Si accascia sul divano senza levarsi i vestiti. Sdraiato così, il soffitto gli gira intorno. Ha un conato e fa per alzarsi. Ricaccia giù tutto. Al lato opposto del divano, sull’altro bracciolo, le scarpe sono chiazzate di vomito. Con la mente ritorna indietro a quando era ragazzino, e sua madre lo sgridava perché aveva sempre le scarpe sporche di fango. Ripensa a com’era diversa la vita quando ancora tutto questo non era successo. Sorride, e si assopisce.
Una camera da letto, un letto matrimoniale. Sfatto. Penombra. Serrande abbassate. Nella stanza c’è un odore stantio. La porta è aperta. La donna giace supina nel letto, avvolta in una camicia da notte stropicciata. Non si alza da giorni, forse da settimane. Singhiozza. Le scarpine sono ancora nella scatola, incartate con carta regalo, lì, sul comò. C’è un grosso fiocco rosa. Improvvisamente un pensiero assurdo balena nella testa della donna. Ha la forma di un annuncio commerciale. La donna sghignazza.
Fine.

Obiezione: sì, ok. Ma Hemingway tutto questo non l’ha mica raccontato. Lo stai facendo tu.
Risposta: davvero? Ne siete proprio così sicuri?

Un commento

  1. Mmmmm.. secondo me Hemingway voleva raccontare un’altra storia.

    L’uomo ci aveva creduto davvero. Non aveva avuto alcun dubbio che lei avrebbe lasciato il marito per stare con lui. Non poteva pensare altrimenti.
    E spesso, quando non riusciva a prendere sonno nella solitudine del suo letto, si era immaginato la casa risuonare delle loro risate complici, mentre i figli che lei aveva avuto col marito sfrecciavano a gattoni tra le loro caviglie.
    Non sarebbe stato facile fare da padre a bambini non suoi, ma l’uomo si era comunque convinto che grazie all’amore di lei sarebbe potuto diventare almeno loro amico. Forse il loro migliore amico. E quando era stato il compleanno della più piccola dei due, aveva deciso di comprarle un paio di deliziose scarpette dal fiocco rosa, così minute da stare tranquillamente insieme sul palmo della sua mano.
    Il giorno del compleanno era però ormai passato, ma quelle deliziose scarpette erano rimaste lì, ancora racchiuse nella loro scatola, accompagnata da un buffo biglietto a forma di orsacchiotto. Della donna e dei suoi figli non aveva mai più avuto notizie.
    L’uomo ebbe un attimo di esitazione davanti a quella scatola, ai ricordi di quella vita che non avrebbe mai avuto.
    Si disse che forse quelle scarpe era meglio venderle.

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