digiunus in citta’

Sono le 12.45 e il cielo ha il colore minaccioso dell’antracite. Il grande forno al centro dello stand è spento e un signore coi capelli bianchi e l'aria piuttosto soddisfatta sta passando lo straccio su un tavolone. Gli domando quando pensa che inizieranno. Mi risponde che hanno già finito. Iniziato alle 9 e finito verso le 12. “Comunque ce l’abbiamo fatta, il gnocco più grande del mondo è nostro!”, aggiunge strizzandomi l'occhio.
Inizio ore nove? Ma che pirla che sono. Gli sorrido e tiro fuori di tasca il programma ufficiale del Cibus in città.
Ecco, mi sembrava: l’ora non c’è scritta.
Vabe’. L’attrazione principale è senz’altro la kermesse street-food di via Verdi. E’ proprio grazie a quella che sono riuscito a smuovere una decina di amici parmigiani e no. “Venite in centro in bici”, gli ho detto “chissà quanta ressa”. Io sono in anticipo e gironzolo tra vicoli e piazze semideserte. Il cielo ha un colore più chiaro, ma sempre piuttosto minaccioso.
Ore 12.50. In via Verdi non c’è niente di niente.
Mi guardo intorno perplesso. Una vocina tremula fa: “Guardi che il mercato bio è mica qui. L’hanno spostato in Pilotta”.
Guardo la vecchina: “No signora, sto cercando lo street food. Nel sito del Comune dicevano che…”
Allunga il dito adunco: “Guardi che il mercato bio è mica qui. Vada là, in Pilotta”.
“Va bene, va bene”. E mi congedo.
Ritorno in piazza Garibaldi. Ci sono una decina di persone in più di prima. Sono i miei amici, che nel frattempo si sono radunati e scrutano il cielo con aria perplessa.
Bancarella Eisman. I tre tizi dietro il banchetto continuano a chiacchierare ignorandomi. Stessa scena alla Plose. Gustosa la focaccia, ma al secondo pezzo che chiedo mi guardano in tralice. Da Rosi, i pochi astanti degustano cibo mentre l'oste si sfrega le mani degustandosi gli euro che gli sfilerà di tasca.
E così via.
Devo mandar giù la focaccia. Niente di meglio di un buon bicchier d'acqua (del rubinetto) targato Enia, dico bene? Tranne che manca il bicchiere. Eee vabe'. Userò le mani.
Alle 13.25 molliamo la spugna. Il cielo è ancora un po’ più chiaro, ma continuo a credere che pioverà.
Qualcuno brontola che ha una fame dell’ostia.
A qualcun altro brontola lo stomaco perché anche lui ha una fame dell’ostia.
Impietosito dai nostri discorsi, il ragazzo della Loacker ci allunga un assaggino. Lo sgranocchiamo mentre raggiungiamo Frank Focaccia. Le prime gocce scendono pasciute dal cielo.
Ora siamo lì, in dieci e passa, assiepati sotto il gazebo di Frank a strafogarci di focaccia e birra alla spina e il pomeriggio scorre via volentieri, tra le inevitabili prese per il culo nei confronti di certo modo di amministrare la città.
I miei sinceri complimenti, quindi, all'amministrazione per la coinvolgente iniziativa. Sarei proprio curioso di sapere quanto hanno speso per questa genialata.
Allora? Quanto? Sù, non siate timidi.
Volete che cominci io? Io da Frank ho speso Dieci Euro e quaranta per due panini e una media.
E voi?
Dài, sparate…
La foto sopra proviene da Repubblica online. Potete valutare voi stessi l'impatto mediatico dell’impresa da Guinness. Qui c’è l’entusiatico articolo della Gazzetta online (noterete che uno dei commenti somiglia molto a questo testo) e qui il PDF del programma. Qui, infine, uno dei numerosi link che ancora parlano della kermesse street food (ma nel sito del Comune, più nulla). Qui, invece…
Ringrazio Luca per le segnalazioni.
E pensare che siamo tornati a Parma dall’adunata degli alpini di Bergamo (ho detto adunata di B E R G A M O mica festa della salma da sugo) quasi apposta…
Come spesso dici tu stesso, è proprio quando hai delle idee del cazzo che la gente è entusiasta di seguirle…
Intanto Dio è morto…
🙁
..e io ho ascoltato stargazer per la prima volta tre giorni fa..
Non è mai troppo tardi.
Ah…
Heaven OR Hell!??!
pork, mojo, tutti
avrei sperato che questa conversazione avvenisse nel post che avevo in mente di dedicare al povero ronnie, ma…
ebbene, a questo punto trovo doveroso riportare l’sms che mi ha inviato gualandri. fa riferimento al fatto che sabato sera, il giorno prima del decesso, glenn hughes al termine del concerto ha strappato di mano il microfono al presentatore, ha urlato WE LOVE YOU RONNIE DIO WE LOVE RONNIE DIO, e poi FUCK!, ha sbattuto il microfono in terra e se n’è andato incazzato. ebbene, l’sms dice “Glen Hughes lo sapeva in anteprima. Ieri Ronnie James Dio ha raggiunto il suo Omonimo sullo stage celeste… ride the tiger forever Voice of Metal!”.
di mio, non posso che condividere e sottoscrivere ogni singola sillaba del caro gualandri.