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cocci

silvia, la sorellina di sara, ha iniziato da pochissimo le superiori. qualche tempo fa venne da me tutta eccitata a mostrarmi il suo diario nuovo.
mi chiese di scriverle una dedica.
la mandai via in malo modo dicendo qualcosa tipo: "figurati se alla mia età mi metto lì a scriverti una dedica sul diario. quella è roba da adolescenti".
poi pensai a quando anch'io facevo il liceo. i miei compagni di classe avevano tutti il diario pieno di dediche e scritte varie, mentre sul mio c'erano solo i compiti e qualche testo di canzone che avevo pazientemente ricopiato a mano. nessuno ci aveva mai scritto niente, sul mio diario.
allora dissi a silvia che avevo cambiato idea e, sì, le avrei scritto una bella dedica. doveva solo propormi un argomento.
scelse "l'amicizia".
solo che io non sono tanto capace di scrivere dediche.
ma qualche volta mi riesce di scrivere una storia.
ne pensai una, brevissima, e gliela dedicai.
silvia mi ringraziò, e mi domandò candidamente da dove l'avessi presa.
"dal mio cervello", risposi.
mi scrutò: "da dove?"
"niente, niente, lascia perdere – dissi – dimmi piuttosto se ti sembra in tema".
mi rispose di sì, azzeccatissima.
in realtà la storia non parla esattamente di amicizia. ma silvia, suppongo, se ne accorgerà soltanto fra qualche annetto.

la foto l'ho scattata al metelkova di lubiana lo scorso aprile.

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Le ombre gocciolano nel Tamigi generando bave di luce. La notte ruggisce di silenzio, nel divenire imminente della sconfitta.
Silvia siede sulla riva dissestata, le braccia strette intorno ai ginocchi. I braccialetti tintinnano. Silvia trema. Silvia strappa ciuffi d'erba e li scaglia nel fiume. Dondola la testa su e giù, assecondando le increspature elicoidali dei suoi pensieri.
Appoggiata al lampione mi accendo l’ennesima sigaretta. Stanotte avevo deciso di smettere. Stanotte avevo deciso di fare molte cose. Stanotte attendo soltanto che Silvia si giri, e mi noti.

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