VERDI CHE RIDE

Perchè Verdi è sempre triste, con quell'aria da funerale? Ci sarà pure un'immagine che lo ritrae sorridente. Scelgono sempre quella. Come mai?
Eppure il Festival Verdiano è stato presentato a Roma, con Rutelli, Lasagna (impeccabili i suoi gessati di 012), Luca Sommi (scriverà poi la ballata “Che ci faccio qui?”), il presidente Mediaset Confalonieri (Fedele a chi?) e Meli (il simpatico sardo Regio in falsetto). La faccia di Giuseppone è sempre triste. Come mai? Eppure la città di Parma non perde un'occasione per ricordarlo, celebrarlo, osannarlo, mungerlo e festeggiarlo. Forse perchè Verdi con Parma non ha mai avuto nulla a che spartire con quella che si definisce la “sua città”. Primo perchè il Beppe Nazionale non è nemmeno del sasso, manco del giarrone, neppure pulviscolo portato dal vento: è arioso, ma tanto arioso che è quasi piacentino… Roncole, mica di là dall'acqua: di là da Busseto. Poche balle: se non sei della città non sei Parmigiano, al massimo Grana Padano (vedi Calisto Crak e la fretta dei ducali nel dichiarare che non era parmigiano perchè residente in campagna). Forse Giuseppone è triste perchè l'unica (UNICA) volta che si è offerto di scrivere un'opera per il Regio… ancora aspetta una seduta spiritica perchè gli diano una risposta. Forse è triste perchè il monumento che tanto lo celebrava allora, dal dopoguerra ad oggi, se non ha l'aurea di un pisciatoio poco ci manca. Forse è triste perchè da Cigno di Busseto… Parma l'ha trasformato in Gallina dalle Uova d'Oro.
Ecco perchè il Maestro è sempre triste, perchè a Parma non ci sta bene e non c'è mai stato. Anche se il mangime che se ne ricava ne fa razzolare di polli…
Oh, guarda che Verdi è di Parma, vè! Adesso ce lo dico a mia mamma, che dice sempre che Verdi è nato davanti a lanagrafe. Ah, no, quellolì è Toscanini, quello dei sigari.
Ma questo Lasagna, ce la fa a non dire banalità, a fare un discorso senza frasi fatte? E questo sindaco, quando la smetterà di utilizzare la parola “vetrina”. E poi, dipende che vetrina: che provi andare ad Amsterdam. Parma: da petit Paris a petit Amsterdam?
Mi trovi totalmente d’accordo. Però mi ricordo di aver letto una descrizione del “caratteraccio” ed alcuni aneddoti sul Maestro di Busseto di inofferenza, quasi odio per i suoi mezzadri, vicini di casa e concittadini in generale…certo per giudicare bisognava esserci! E’comunque confermato il proverbio “ride bene chi ride ultimo”…
dovevi venire alla prima. C’erano esemplari restaurati del 1849 che speravano di festeggiare con il Beppe Pramzan ma alla notizia che era già morto si sono dovuti scaricare il liquido antigelo dagli occhi…
hai ragione, tanta ragione…
In riferimento a Lasagna, guardare questa foto per capire perchè non ce la fa a non dire banalità:
http://www.ilprimocittadinoseitu.it/public/galleria/img_app/20070614015415.jpg
Poi in una recente intervista su “L’informazione” ha detto che “Io in
linea di massima io vinco sempre”. Alla faccia della modestia!