Fogliazza

Notte di San Lorenzo

Questa vignetta l'ho disegnata ormai tanti anni fa… era la guerra dei Balcani, n'è passata di acqua sotto i ponti e nel frattempo molti sono stati abbattutti, altri ricostruiti. Altri ancora abbattutti. Ne restano sempre da abbattere. Sempre.
Eppure si lascia ridisegnare sempre, come i ponti che crollano sotto le bombe e quando crollano ci si guarda dalle due sponde, col fiume che si ingrossa e buonanotte.
Mi accorgo che adesso come allora la vignetta esprime con esattezza macabra la cosa: la guerra. LibaSì o LibaNo?
Ho il timore che questa vignetta non cambierà mai, che senza indicare la zona geografica o l'anno in cui avviene ci sarà sempre qualche profugo in fuga e qualche bambino che non è ancora abbastanza “grande” da distinguere
che la vita e la morte non sono più competenza del destino, ma di idioti col senso degli affari.
Più che esprimere desideri c'è da sperare di esprimere stelle cadenti, che somiglino sempre meno alle bombe.

5 commenti

  1. Pensavo che ad agosto la tua vena creativa se ne andasse in vacanza, e che questo blog avrebbe iniziato a funzionare a settembre… invece l’instancabile Fogliazza sforna una bella vignetta dietro l’altra! L’altra sera sono andato a vedere Paolo Rossi, ospite del nostro amico Gualandri. Eravamo entrambi dispiaciuti della tua assenza e abbiamo subito pensato che il “vero Fogliazza” avrebbe preparato una caricatura di Rossi da consegnargli a fine spettacolo… Nevvero?

  2. Tranquillo, nonostante le apparenze il “vero” Fogliazza c’è da augurarsi sia proprio quello di cui omaggiate! A Paolo Rossi non mi sarei attentato neppure di avvicinarlo. Mentre una Sabina Guzzanti avrebbe accettato di bere un caffettino per esasperazione. Con Sergio Staino è bastato molto meno, per quanto, come me, preferisca le donne.
    Pensa che con te e Gualandri basterà “appena” prosciutto e melone!!!

  3. Bellissima. Come sempre. C’è una poesia anche nella capacità di disegnare la tragedia. Io credo che questa sia la tua cifra. O almeno uno dei tuoi tanti numeri. Mi sento toccato per due motivi: il mio interesse per i Balkani e la nascita di Alice: 10 agosto, appunto. Sono in partenza per quelle terre. Con la carovana famigliare al seguito. Anzi, credo che al loro seguito ci sarò io. Mi tollerano e io faccio il cane pastore! Porterò le bimbe sull’isola di Rab. Oggi paradiso dei turisti occidentali, ieri campo di concentramento fascista (chi se lo ricorda più), luogo triste in cui venne sperimentata una delle innumerevoli pulizie etniche della storia (oh, italiani, brava gente!). Vi morirono centinaia di donne e bambini, provenienti per lo più dalla Slovenia e dalla slavia friulana. Poi di “operazioni di pulizia” simili ne sono seguite molte, laggiù, come ben sai. E paiono non essere ancora finite. Quando cadde il ponte di Mostar anche io ho espresso un desiderio…Non si è ancora avverato. E i ponti continuano a cadere. Grazie per le porte che sei capace di aprire, maledetto Fogliazza!
    Con affetto…
    Angelo

  4. Ciao Gianluca

    ho scoperto ora il tuo lavoro grazie alla segnalazione del centro andrea pazienza. Sono molto colpita: sei caustico, nel senso positivo del termine. E ha ragione il commento precedente, allo stesso tempo poetico. Quella possibilità che è data da chi ama qualcosa. Peccato per lo stile dei disegni, un po’ troppo anni ’80 se posso esprimermi liberamente. un po’ scuola di fumetto. Però forse funzionano anche per quello. Non so. Comunque complimenti!

  5. Grazie Elettra per il tuo commento, grazie soprattutto per la libertà con cui l’hai fatto. L’opinione di un collega si apprezza sempre.
    Concordo con te sullo stile e io stesso me ne lamento, ma ahimè mi vengono così! Fortuna che ho imparato che disegnare bene soltanto non basta… se il contenuto non racconta qualcosa di importante.
    Grazie ancora!

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