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vacca che roba

di ritorno dal rock en seine ho cominciato a rodere. possibile che gli altri sappiano fare tutto meglio di noi? sempre? puro senso dell'esotico oppure italiani brava gente? in casi del genere il canna è solito sostenere che "l'erba del vicino è sempre più buona". senza nessuna pretesa di fare luce sull'argomento ho scritto questa recensione per tapirelax. parla dei faith no more, sì, ma anche di altro.
per la cronaca, quel giorno assistemmo pure alle performance di offspring, the horrors e danananakroyd. un giorno magari tiro fuori due righe anche su di loro.
la foto proviene da qui. buttate un occhio: niente male 'sto tizio, niente male.

2 commenti

  1. fuori italia è meglio, naturale

    ricordi i volti felici di chi s’è sparato 300 km per i van der graaf generator a guastalla?
    se mi faccio lo sbatti di andarmene a parigi per i faith no more.. parto quantomeno bendisposto
    certo, dalla loro un’organizzazione impeccabile e, cristo, una delle migliori band mai ascoltate
    dalla tua, un’esperienza fuori porta che illuminerebbe pure un concerto dei burzum

  2. eventualmente, più che “fuori porta” la definirei “dentro le mura”. nella fattispecie quelle di una prigione, giacché, da che mi risulta, il buon vecchio varg è ancora in gabbia per omicidio.

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