un giorno nella vita

A day in the life è una delle canzoni più importanti dei Beatles per molte ragioni.
Una di queste consiste nel fatto che si tratta dell’unica vera collaborazione Lennon/McCartney. Non sto qui a disquisire su quanto e come Lennon e McCartney si siano influenzati l’uno con l’altro per quasi un decennio, non sarei in grado, ma è storia che per comporre A day in the life i due abbiano programmaticamente deciso di costringersi a contaminarsi.
Causa diserzione di numerosi Wacky racers l’articolo sull’inaugurazione della mostra Privacy racconta, ma soprattutto nella sostanza è, l’incontro tra due soli Wacky racers, entrambi dotati, a mio parere, di straordinario talento. Forse non quanto Lennon e McCartney, o forse sì. Starà a loro dimostrarlo nei fatti, a John racer 1 e Paul racer 10.
La chiusura di A day in the life è un vorticoso cluster generato da un’orchestra di 40 elementi. Ogni musicista suona tutte le note del proprio strumento dalla più bassa alla più alta. In fase di produzione, al termine di questa vertiginosa apocalisse sonora, fu inserito il suono, o meglio, l’ultrasuono, di un fischietto per cani.
Analogamente, al termine di Un giorno nella vita (online qui), troverete una riga che vi sembrerà vuota ma che in realtà contiene un testo scritto con caratteri ultravioletti. Volete sapere che cosa dice?
Per concludere questo post nell’unico modo sensato devo assolutamente ringraziare Guidodevo assolutamente ringraziare Guidodevo assolutamente ringraziare Guidodevo assolutamente ringraziare Guidodevo assolutamente ringraziare Guidodevo assolutamente ringraziare Guidodevo assolutamente…
Tu senz’altro intendevi: l’articolo racconta, e in sostanza è, l’incontro tra due soli wacky racers, tutti e tre, a loro stesso parere, dotati di straordinario talento.