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quad x 100

non mi dilungherò a spiegarvi che cosa sono le idioziadi, perché sono certo che ne parlerò fin troppo nei prossimi mesi. vi basti sapere che gli autori sono tre, robi, guido e il sottoscritto, e gli episodi saranno 100, come i canti della divina commedia, come le novelle del decamerone.
l’illustratore lo stiamo cercando, ma dalle premesse direi che il buon gual ha già vinto.
qui sotto la versione preliminare dell’episodio 56, intitolato quad x 100. sopra, l’ineffabile contributo illustrato di gual.
per una migliore comprensione sappiate che in un episodio precedente il maestro miyagi, presidente del comitato olimpico, si dedica a insoltie pratiche sessuali con tonja, una professionista in materia. il racconto così com’è non è terminato, nel testo definitivo sarà manomesso dagli altri due autori, e forse non è neanche un vero racconto. e verosimilmente avrà una collocazione differente all’interno del romanzo. ho scritto romanzo?

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“Frau Tonja, rifila subito due scudisciate sulla schiena di questo scocciatore”.
“La prego, Maestro, mi dia retta. Deve venire a vedere coi suoi occhi”.
“Vedere con i miei occhi, Smithers? C’è un problema di parcheggio e il presidente del C.I.O. in persona deve andare a vedere coi suoi occhi? Ma siamo impazziti? Frau Tonja punisci subito questo seccatore”.
“Maestro, una cosa mai vista. La supplico, mi ascolti”.
“Vi avevo ordinato di costruire due parcheggi di venti piani. Uno per le auto e uno per i bus. L’avete fatto?”
“Sì, Maestro, ma…”
“E allora usateli, no? E lasciami in pace una buona volta. Frau Tonja?”
“Ja mein führer”.
“Impartisci a questo impiccione la lezione che si merita”.
“La donna fa schioccare la frusta nell’aria un paio di volte.
L’uomo si getta in ginocchio “Glielo giuro, signore, una cosa incredibile. Glielo giuro sulla barba di Pat Morita”.
“Pat Morita? Hai fatto il nome di Pat Morita?”
“Sì, ho detto Pat Morita”.
“Frau Tonja. Slegami”.
La donna ubbidisce. Miyagi prende un asciugamano e se lo lega attorno alla vita. “Smithers, non hai idea del casino in cui ti stai ficcando”. Miyagi esce in strada, seguito da Smithers e Tonja.
“Per le palle di Shinto!” esclama incredulo. “Ma che diavolo succede?”
“Gliel’avevo detto, Maestro. Ebbene, quella specie di galeone con una sola fila di remi e una testa equina come polena è la squadra idioziaca libanese di lotta assiro-fenicia mentre l’altro galeone, quello con tre alberi, trasporta la squadra castigliana di pelota basca. Il plotone di gondole laggiù è la squadra veneziana di inseguimento al turista, mentre il dragonboat sulla sinistra trasporta la squadra canadese di tiro al salmone. Quelle imbarcazioni là in fondo invece…”
“Ho capito, Smithers, capito. E quelli?”
“Il carro blindato è la squadra dei 110 ostaggi americana, i robot da guerra antropomorfi trasportano la squadra giapponese di sparaté, quegli uomini che annuiscono sugli elefanti là in fondo sono i giocatori della squadra indiana di OK su prato mentre quel gruppo di cammelli trasporta la squadra marocchina di tiro dallo spinello. Quelle diligenze sulla sinistra…
“D’accordo, Smithers, d’accordo”.
“Le mongolfiere lassù sono la squadra francese del lancio della baguette, invece quella specie di tandem alato trasporta la squadra dei Wacky racers e quel puntino luminescente è l’astronave dei Rolling stones. Hanno già chiesto permesso di attraccare tre volte. Stanno ingannando il tempo disegnando ghirigori nei campi circostanti. I contadini sono furibondi”.
“Smithers, basta così, ho detto. Dimmi solo un’ultima cosa. Cos’è quell’affare mostruoso?” Miyagi indica un enorme motocarro dotato di un manubrio cromato lungo sei metri, un serbatoio di carburante delle dimensioni di un tonneau e ricoperto da due casse stereofoniche, una serigrafia recante una donna nuda che uccide un drago con una spada e la scritta Urban dance quad. Sul sellino trova posto un numero imprecisato di sagome barbute e ricoperte di tatuaggi, vestite rigorosamente di cuoio nero.
“Quello, Maestro, è un quad”.
“Un quad?”
“Più precisamente è il quad che trasporta la squadra di headbanging di Reggio Emilia. Sono praticamente invincibili. Gli All blacks dell’headbanging. Non hanno mai perso un concerto”.
L’autista fa le corna col pollice aperto e dice “Diovalser”, subito imitato dai novantanove compagni. Poi preme un tasto sul serbatoio. Pochi secondi e un gh-gh-gh assordante esce dalle casse e incendia l’aria. Cento chiome prendono a oscillare all’unisono, simili a flutti sospinti dal vento.

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