pubblicazioni – parte 2
apprendo con grande piacere che altre due mie storielle sono piaciute e sono state / saranno pubblicate su carta. si tratta di ‘anacardi’ su ‘l’informazione di parma’ del 9 settembre scorso e di ‘la rosa nera (una leggenda sampolese)’ su ‘la luna di traverso’, rivista letteraria per scrittori emergenti. benché diversissime tra loro scrissi le due storie una dopo l'altra, rispettivamente il 29/12/2006 e il 2/1/2007. ispirazione? brutto tempo? o semplicemente niente di meglio da fare a capodanno?
come di consueto, due brevi estratti.
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da ‘anacardi’
pubblicato su ‘l’informazione di parma’ del 9/9/2007 (qui la storia completa – pag. 31)
I due ragazzi di fronte a me sono qui per il mio stesso motivo: sta scritto nel loro carrello. Quattro pacchi di patatine San Carlo classiche da mezzo chilo, due pacchetti più piccoli di Rodeo presi apposta per l’amico rompiscatole che non gradisce le classiche, due confezioni da sei di bitter Campari, un cartoccio di succo di pera, due bottiglie di Pampero, tre di prosecco Valdobbiadene, sei di rosso, un pacco da dieci chili di carbonella, tre baguettes, una ciabatta, popcorn, anacardi…
Buoni gli anacardi: devo ricordarmeli.
Arriva il terzo e molla nel carrello quattro luganighe arrotolate, dodici spedini e una pila di confezioni di bistecche. S’innesca un concitato battibecco sulla quantità di carne da comperare, che andrebbe ridimensionato secondo i due dal momento che quasi nessuna delle ragazze ha ancora confermato. Nessun dubbio sugli alcolici, tanto nemmeno una di quelle galline beve.
Ad un certo punto i tre, schiena contro schiena, cominciano a guardarsi intorno spaesati, come fossero gladiatori in un aeroporto. Anch’io frequento poco i supermercati: conosco quella sensazione. Incrocio lo sguardo di uno di loro: «Scansia numero 11», dico, «tra l’alcol denaturato e gli zampironi. Cercate bene: è un po’ nascosto».
«Cosa? ». Mi guarda perplesso.
«Il ‘piccolo fuochista’», replico. «Non vi manca quello?»
«Beh… sì».
«Lo trovate dove ho detto».
«Ah, grazie… grazie». Un sorriso di circostanza.
«In cambio mi diresti dove diavolo sono gli anacardi?»
(…)
da ‘la rosa nera (una leggenda sampolese)'
pubblicato su ‘la luna di traverso’ n. 18: ‘trasformazioni’ (qui)
Ai miei ingenui occhi di bambino, Ermete Bolondi appariva vecchissimo. La personificazione del tempo. Dita grosse come salsicce, lunghe braccia penzoloni, schiena ricurva eppure massiccia, irregolare lanugine bianca sulle guance scavate, pelle scura del color dell’autunno. E in fondo alle orbite, due occhi lontani brillavano come azzurre ametiste incastonate in grotte profonde. La bocca era un tumultuoso crepaccio. Le poche parole parevano terremoti. Dentro, tre o quattro enormi denti coi quali avrebbe un giorno masticato ed ingoiato il mondo intero.
Da sempre Ermete era il custode del cimitero di San Polo.
(…)
Forte “Anacardi”! Scrivi sempre meglio, complimenti.
Partenza fulminante per “Anacardi”, poi cala un po’ nel mezzo (rimane sempre divertente, ma con un umorismo più grezzo). Bello anche il finale. Segnalo un errore nel link che porta a quello pubblicato sulla Luna di Traverso.
fa piacere che anacardi vi sia piaciuta.
questione ‘luna di traverso’: per qualche strana ragione il sito della luna è tra i siti proibiti nel mio firewall. il link alla homepage l’ho preso da google senza poterlo verificare. se qualcuno conosce il link corretto e me lo manda, beh, grazie in anticipo.
sai nelle tue parole ho rivissuto lontani ricordi, non le circostanze, ma lo stile….impareggiabile, chissà quanti avranno la fortuna di esser narrato da tè?
come nel passato ci si faceva immortalare in un quadro,oggi le parole sono la nuova frontiera che ritorna, essere narrato da te in momenti di vita arricchisce, ti fa mettere i piedi ben stabili a terra, riportando spesso alla cruda realtà.
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troppe cazzate ?(le mie )
continua così
magnum