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post orgasmic chill

sull’orgasmo maschile (e femminile) e sulle implicazioni emotive e psicologiche indotte nel partner è stata imbrattata tanta carta da abbattere un’intera amazzonia. lungi dal ritenermi nella posizione di avere qualcosa di nuovo da aggiungere, mi limito a segnalare un sito che (coraggiosamente, direi), s’attenta a far luce sull’annosa questione uomo/donna (qui).
in tema, il testo qui sotto proviene dalla rubrica ‘questioni di cuore’ del ‘venerdì di repubblica’ edito il 28 settembre scorso. riguardo questo tipo di rubriche mi considero un lettore meno che occasionale, ciononostante suppongo sia abbastanza raro incappare in missive scritte con altrettanta efficacia.
l’autore firma l’articolo con il criptico pseudonimo ‘abt abt’.

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Ero da un paio d’anni l’amante di una donna sposata e ogni tanto (venti volte) ci è capitato di fare l’amore (la contabilità non l’ho tenuta io). L’ultima volta ho commesso l’errore di manifestarle il desiderio di rimanere abbracciato a lei per diluire in tenerezza quell’ineffabile malinconia che a volte coglie gli amanti nel dopo amore. Con mia grande sorpresa però ho incontrato un perentorio e umilianrte rifiuto. Lei aveva messo ben in chiaro fin da subito che il suo matrimonio non sarebbe mai stato messo in discussione e io avevo accettato di buon grado quanto lei aveva detto. A lei non piaceva stare in mia compagnia, forse è stato uno sbaglio accedere ai rispettivi corpi, ma tra adulti “ormonodotati” si tratta di un approccio difficile da circumnavigare. Prima di allora credevo che fossero I maschi a tagliar corto dopo il rapporto sessuale, girandosi dall’altra parte per entrare in una sorta di narcosi affettiva, e che la rivendicazione di tenerezza postcoitale fosse una prerogativa del genere femminile. Quando mi sono trovato a mendicare invano due coccole a piè di pagina di un rapporto sessuale mi sono sentito violato e spaesato come non mai.
Io al posto suo, pur controvoglia, non mi sarei negato con tanta drasticità, per arginare innocenti carezze: a gentile richiesta avrei finto un po’ di trasporto, se non altro per educazione e per evitare la tragedia che ne è saltata fuori. Io, infatti, sono un uomo amabile ma vendicativo, e ho visto in quel no qualcosa che andava oltre l’episodica, legittima indisponibilità a concedermi un viatico. L’ho vissuto come un vero e proprio affronto e il mio serbatoio di ironia è andato a farsi friggere. La storia con lei è fnita in quell’istante e purtroppo non so se sarò più capace di recuperarne le fila.
Esprimo la mia solidarietà alle migliaia di donne cui viene quotidianamente negata la consolazione di due amorevoli blandizie postginniche.

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