l’immanenza di michela
dopo mesi di silenzio ricevo da michela una mail. una di quelle catenelle del cesso di santantonio. dice che se leggo le frasi una dopo l’altra, e faccio questo e quello, ed esprimo un desiderio quando mi dicono di esprimerlo, e inoltro subito questa mail ad almeno centotrentaquattro esseri senzienti miei pari, allora ecco che tempo venti minuti e arriva una telefonata che concretizza il mio desiderio.
michela è a genova da qualche mese e forse s’annoia, forse ha avuto un dispiacere, magari ha battuto la testa sotto un carrugio o semplicemente lo iodio, filtrando attraverso le orecchie, le ha condito una bella omelette di cervello. ma anch’io non sto messo poi molto meglio e finisce che il giochino per qualche ragione lo faccio. naturalmente il mio desiderio non s’avvera, ma dopotutto chissenefrega di scoparsi l’arcuri, dico bene? il pretesto è però buono per scrivere un doveroso mail di insulti a michela. la sua risposta, sotto, certamente fugherà ogni dubbio nell'opinione di quei pochi che ancora ne avevano qualcuno.
a chi non conosce michela suggerisco di dare un'occhiata al post qui.
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Per quanto mi riguarda la chiamata l'ho ricevuta davvero. Erano i Leninisti che mi invitavano alla conferenza sulla seconda guerra mondiale. Le cose sono due: o il gioco non funziona e fin qua nulla di strano, o i miei reali desideri, apparentemente celati sotto spoglie sessuali decisamente terra-terra, sono in realtà molto più idealistici e grandi di ciò che immaginavo.
In sostanza: leggo la mail inviatami da Mario, esprimo il mio desiderio che nulla ha a che fare con la salvezza dell'umanità ma che ha certamente a che vedere con il perpetuarsi della specie… e invio la mail della speranza ad altri amici.
Attendo 20 minuti… e, incredibile, squilla il telefono!
Numero genovese sconosciuto. Vuoi vedere che funziona veramente? Ma no, no…
“Pronto?”
“Ciao compagna! Sono Giovanna del circolo operaio, volevo invitarti alla riunione di venerdì… blablabla… abbiamo bisogno di te… blablabla…”
E mi dico che no il gioco non funziona affatto. Poi ci ripenso e mi convinco, forse per consolarmi, che invece funziona davvero… Che forse i miei reali desideri sono molto più profondi di quanto io stessa possa immaginare. Comincio a sentirmi come uno stalker della macchia mediterranea. Se nel film di Tarkovskij la ricerca del desiderio più nascosto mette a nudo la meschinità umana, qui in riviera purtroppo non mette a nudo me. D’altronde non si può avere tutto dalla vita. Già che sono un'immagine divina di questa realtà.
Deciso: fanculo ai leninisti. Finisco col trascorrere una piacevole serata gironzolando per i vicoli, bevendo rum e giocando a calcetto. Sì, ho giocato di merda come al solito. Contento?
E tra un goal e l'altro che prendo, misto agli insulti del mio compagno di stanza sanremese, un pensiero: ma non era mica meglio essere un po’ più immanente e meno trascendente?
Dieci minuti dopo mi chiama il Canna.
Confesso che nonostante la mia più totale incredulità il mio desiderio primo si è avverato..tangibile prova (se mai ce ne fosse stato bisogno) della mia immanenza.
eddài, racconta…
“Ciao compagna! Sono Giovanna del circolo operaio, volevo invitarti alla riunione di venerdì….”
Può esserci di peggio? forse si! a me hanno chiamato per partecipare alle elezioni del segretario del neonascente circolo locale del PD….
Ma ne ho colpa, non ho mai inoltrato una catena!
E.
Il desiderio si è avverato grazie al Canna?!?!?
rispondo per michela: no, non è per mano (per… mano?) del canna che michela ha fortunosamente attentato alla propria virtù più intima: l’immanenza.
di più non so.
..questo lo dice Alberto, non io..