il mio corpo che cambia

Tutti i giorni, durante la pausa pranzo, vado a mangiare dalla mia mammina.
Ieri lei non era in casa, ma io sono andato ugualmente. Non coll’idea di pranzare, non avevo fame, ma per schiacciare un corroborante pisolino.
Sono entrato, mi sono aggirato per le stanze buie fino al letto. Mi sono levato le scarpe e mi sono coricato nella mia posizione preferita, cioè a pancia in su. Tempo pochi secondi e ronfavo come un raduno di motoseghe. A volte mi sveglio da solo, da tanto che russo forte.
Al risveglio però un po’ di fame ce l’avevo. Sono andato in cucina e al buio ho trovato la scatoletta del cioccolato. L’ho aperta, ne ho preso un pezzo e l’ho mangiato. Poi ho notato sul pianale una piccola scaglia e ho mangiato pure quella. Quando mi sono accorto che: uno era amarissima e due sicuro che non era cioccolato, era già troppo tardi. L’avevo ingollata.
Da quelle parti del pianale mia madre spesso tiene le medicine che deve prendere nel corso della giornata.
Che cosa avrò ingurgitato?
Da ieri pomeriggio sto tenendo sotto stretta sorveglianza il mio corpo. Attento a ogni minimo sintomo. La voce è leggermente più roca di ieri, più da trans, ma credo si tratti del raffreddore che è finalmente scoppiato. Poi mi sento lo stomaco un po’ gonfio, ma lì credo sia stato per via delle quattro birre di ieri sera. Il resto sembra tutto a posto.
A parte che sono andato a cagare quattro volte.
Che fosse una purga?
Sempre in tema di corpi che cambiano, si appropinqua il nostro weekend fiorentino. Di solito, quando propongo delle buone idee, i miei amici tintognano: maaaa, vediamooo, non sapreiiii e poi finisce che non si fa un cazzo. Invece quando mi vengono delle idee idiote quelli aderiscono sempre col massimo entusiasmo.
Ebbene: sabato 17 aprile in quel di Firenze assisteremo al concerto della reunion Ghigo/Pelù nei Litfiba. Ce n’era davvero bisogno? Per noi sarà l’occasione, l’ennesima, di sbevazzare un po’ e abbuffarsi in qualche osteria.
Vent’anni fa i Litfiba erano una live band stratosferica e Pelù una furia sul palco. Nel 1993, appesantiti da birra figa e tortellini, i ragazzi cominciavano a deludere. Quando li vidi, gratis, alla festa dell’unità di Reggiolo nel 2001 con Cabo alla voce pensai che erano davvero pronti per la naftalina.
E ora?
La foto qui sopra ritrae la band nel 1982. Tre anni prima dell’uscita di Desaparecido. Niente male, vero?
a proposito di corpi che cambiano, io non russo più !
e la recensione????
già pronta… online settimana prox.