UN CALCIO AL PASSATO

Pochi sanno (non cercatemi sull'Almanacco nè tra le figurine Panini) che all'età di 14 anni ho fatto un provino per il Parma Calcio. Una rappresentativa del campionato contro i pari età del Parma. Al Tardini. Faccio pure gol. E andiamo! Alla fine il grande Bruno Mora chiama in privato me, Pierluigi Mazzieri e Roberto Roffi “Se per voi sta bene… noi vi prendiamo!”. Eccheccazzo!
La mia carriera di fannullone pallonaro, trombatore di veline, piacione da discoteca, amico di rappresentanza del cocainomane imprenditore di turno finisce dopo 7 allenamenti, quando mi comunicano che il mio difetto (di fabbrica) alla vista (portavo le lenti a contatto) era uno svantaggio per la società. Evvaffanculo!
Ho un ricordo, fra gli altri: Enrico Cannata, il mio allenatore, che diceva “Al Parma… prima c'è la scuola, poi il Parma Calcio, poi la morosa“.
Niente… è che guardo quella foto sopra http://parma.repubblica.it/multimedia/home/7364239/1/2 e di sicuro non faccio l'equazione “macchinone+ragazzo=coglione”. No.
Ma penso a come sono cambiate le cose, a come sia semplice arrivare a venticinque anni e avere tutto per scoprire l'anno dopo che magari non è rimasto niente, che gli amici ti vedevano per quello che avevi o per chi ti portavi a letto, per quanto era grande la tua macchina e perchè sei stato in copertina su un giornale di pettegolezzi. E a quanto sia difficile rimanere coi piedi per terra.
Tutto qui, altri tempi. Mi spiace per le valine e per quello che si sono perse.