ANCORA QUI

Mia cugina è ricoverata al sesto piano del maxillofacciale. Intervento di routine. Entro in ascensore e non faccio caso alla persona che mi affianca. Poi intuisco che ho già visto quella faccia. Sembra un ragazzino, gracile, basso. Lui si accorge, così gli rivolgo la parola “Mi scusi, lei è Emmanuel Bonsu?”. Non gli do del tu come la stragrande maggioranza delle persone farebbe con uno di pelle nera. Fa un cenno affermativo con la testa. “Mi dispiace molto per quello che le è successo”. Mia zia mi chiede se io e il ragazzo ci conosciamo, le rispondo “Poi ti spiego.” Continuo “Come sta?” e con gli occhi bassi risponde “Insomma…”. Cerco una via di fuga “Comunque… complimenti, so che è stato promosso. Ora sta lavorando?”. Scuote la testa, come sconsolato “No, per ora solo volontariato.” Le porte dell’ascensore si riaprono. Arrivati. Ci salutiamo. E’ passato un po’ dal 29 settembre scorso, da quando è stato scambiato per il palo di un pusher, da quando è stato picchiato, infamato, discriminato.
Emmanuel ancora in maxillo. Forse non è cambiato nulla.
Non è che si dà del tu perché ha la pelle nera, semmai perché è un ragazzo… Per caso lei dà del lei ad un ragazzo bianco di 20 anni? Penso di no. Il rispetto, quello vero, non parte da queste cose. Post un po’ stucchevole, se lo laci dire…
Chissà se cambierà ancora qualcosa… tranne i divieti di bivaccare in piazzale della pace