SIA LODE ORA A UOMINI DI FAMA

Non è facile riprendere dopo aver lasciato che il tempo ci si mettesse in mezzo. Non è facile riprendere sperando che qualcosa sia cambiato o meglio ancora che ci abbia ripensato. La realtà è perfetta, quella sì. Quella fa e disfa ed è sempre quella. Non la correggi.
Non è facile riprendere per raccontare. Ma si deve. O i ricordi finisco inutili foto a ingiallire in qualche cantina della memoria.
La vità è un baule pieno, pieno di niente, pieno di tutto. La vita è un baule vuoto che fa paura guardarci dentro. La vita è un baule chiuso, in soffitta, ci son le cose con le quali fare i conti. Un giorno, un nipote un po' curioso andrà a rovistare, come avesse messo mano a un tesoro, sepolto e dimenticato da viaggiatori terresti, nascosto perchè nessuno potesse far domande, imboscato come i segreti che un domani il vento spolvera.
“Sia lode ora a uomini di fama” è un gran bel libro, un viaggio nella Grande Depressione americana degli anni quaranta, fra gente povera, distrutta dalla fatica, di campagne arse dal sole.
Solo questo mi è venuto in mente per riprendere. Forse dovrei raccontare il viaggio. Ma un viaggio non si spiega, si fa. Altrimenti perde il senso, come quando si cerca di spiegare una poesia.