QUEI BRAVI RAGAZZI

Qualcuno dice che ha già preso a scrivere poesie e a fare quadri. Qualcuno dice che è cambiato, che ha capito. La Nefertari Rosignoli prepara uno speciale “Matteino pane e vino“. Soprattutto vino.
Una strana ondata di pietismo circonda questa isola dei famosi alla rovescia, dove si è solidali nel galleggiare sulla merda vera, ma col sadismo di condividerla.
Chi paga per Matteo Cambi? L'immagine? L'indotto? Il sistema Parma? Gli ex dipendenti? Gli amichetti da bere? No, paghiamo noi. Per carità, è ben poca cosa rispetto a Mario Alessi, al quale il cittadino tocca sponsorizzare il processo, ma la comunità (trattandosi di arresti domiciliari) gliela offriamo noi.
Don Valentini accoglie Margherito come uno qualunque. Difficile immaginarselo come uno qualunque, anche solo lontanamente somigliante allo sfigato meridionale col fratello in galera e la madre bastonata dal marito che da vent'anni sta disoccupato, costretto a disintossicarsi al nord perchè al sud non esistono strutture. E' difficile. Difficile pensare a Matteo come uno che farà parte di quel 20% (quando va bene) di resuscitati alla droga. Facendo due conti, convenzioni alla mano, tocca pagare per uno che potrebbe fare da solo e invece farà il mantenuto a Betania, pozzo profondo che all'80% (come tutte le comunità) non restituisce chi c'è finito dentro. Le comunità di recupero sono un fallimento e il pozzo che continuano a scavare inghiotte risorse e promesse, denaro e illusioni.
Matteo Cambi come uno qualunque, Don Luigi lo accoglie così.
Vuoi vedere che davanti a dio siamo talmente uguali che conviene più di un indulto?
A me non interessa granché che cambi Cambi. Piuttosto, Tv Parma di ieri, servizio sulla raccolta fondi per i malati di fibrosi cistica. “La fibrosi cistica, malattia che colpisce le persone di razza bianca, ecc. ecc.”.
Signori, eccovi servito un piatto di razzismo.
Ma chi ha scritto il servizio sarà di razza bianca? Oppure un pellerossa? O di razza gialloblù?
Nessuno controlla i testi prima che vadano in onda? Non si vergognano?
Difficile ribattere alla legittimità del tuo dubbio. Posso solo “allargarlo” un po’: tutte le operazioni di recupero sociale sono tendenzialmente fallimentari. E falliscono a monte, perché un sistema tanto marcio alla base non può certo codificare le premesse giuste per l’autoguarigione. Della responsabilità collettiva rimangono solo i conti da pagare e qualche debole catarsi (“meno male che IO sono tanto diverso”). Lavorare su un tessuto sociale tanto sconnesso e ideologicamente smarrito è un’operazione lunga e richiede una coscienza che non si abbandoni né al pietismo né alla sindrome dell’eroe salvifico. Questo equilibrio, sinceramente, lo incontro raramente.