Fogliazza

PAROLA DI DOLCE E GABBANA

Non potevo fare una battuta meno prevedibile. Dovevo farne una alla portata di Dolce e Gabbana. O più che alla portata… della portata… trattandosi di cazzi. E a dire che non capiscono un cazzo gli si fa torto. Non perchè lo debbano comprendere. Mica ci riflettono, lo prendono e basta. E via così, con umorismo camionale, da camionista, da bassa osteria. Che ne dici di una pacca sulla spalla e dargli del cazzone? Meglio una botta nel culo e dargli del cazzone comunque, ma a bocca chiusa e tutto il resto spalancato. Dipende poi dal periodo, attivo o passivo. Il conto è in attivo, il culo in passivo, ma lo prende comunque. Che culo. Anche col culo in passivo è sempre attivo. E quando il culo si fa passivo per via che c'è chi lo dà e chi lo prende allora porgi l'altra chiappa. Due coglioni, mettigli un cazzo in mezzo e sembrano il presepe vivente dei finocchi.
Questa non è una serie di cazzate. E' il massimo che possano comprendere. Dichiaravano pacifici che è una fortuna che non sia passato il decreto sull'anoressia (ieri sera, Invasioni Barbariche), che la moda non c'entra nulla con l'anoressia, che le modelle in quanto modelle sono così e buonanotte. 
Quanta superficialità in mezzo a tanto talento stilistico. Quanta moda e stile nell'esibire l'indifferenza per chi ci muore, rincorrendo sogni pelle e ossa. Magari sognando di sfilare per due coglioni tali, che fanno affari anche sulla pelle degli altri e quando non basta sulla pelle e sulle ossa.

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