Fogliazza

O LA BORSA O LA VITA

Dalla finestra di casa mia vedo passare auto e furgoni bianchi, con un rettangolo rosso sulla fiancata. Sono gli accenti che Enìa mette “su di noi”, per dirla alla loro.
Pochi giorni fa Enìa è entrata in borsa, in termini di tempo solo l'ultima.
Di economia ne capirò sempre poco, ma un giorno un grande imprenditore di Parma disse “Non quoterò mai la mia azienda in borsa. Almeno fino a quando non avrò bisogno di soldi.”
Si riduce a questo, a questo si riduce la borsa, che, guarda a caso troppo spesso non corrisponde mai alla borsa dei risparmiatori, dei piccoli azionisti, dei poveri chefinehannofattoimieirisparmi.
Quello che capisco di economia è proprio questo, che quando chiunque si quota in borsa lo fa per attingere ancora più di prima denaro liquido dalle tasche degli stessi che già versano con le bollette e le tariffe ineludibili.
Eppure entrare in borsa (dei cittadini) appare sempre un momento di grande entusiasmo, di grande traguardo, di impulso economico a orologeria. Fino a quando la molla si scarica e le lancette stanno ferme. Eppure entrare in borsa comporta sempre un grande evento. Per chi?
Con tutto che si usa dire “gioco in borsa”. Che stronzata… in borsa non si gioca, si investe.
La borsa o la vita, dicevano i ladri di una volta. Quelli di oggi dicono solo la borsa. La vita se la sono già presa.

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