NOSTALGIA DELL’INFINITO

Avrei voluto scriverne prima, ma Jacopo aveva la febbre, io sonno e cose così. Differita di martedì scorso, Parma e Uropa, la trasmissione di approfondimento scavato di Adrastico Ferraciuci. Si parla di cultura. Pardòn: Cultura. Una delle prime battute di Ciccio Ammicca è “Nostalgia dell’infinito”. Mi sento già una merda. Nostalgia dell’infinito. Non riesco a parlare, mio figlio mi guarda serio (ha tre anni), mi chiama papà papà papà e io rinvengo a fatica. Reggo la trasmissione per un’ora, poi, stanco di sentirmi un fertilizzante, spengo. Ho un ricordo di quell’ora, un ricordo netto, preciso: CiCCio AmmiCCa, sguardo che sbottona, overdose da citazionismo: dà lezione a tutti, a tutti, di Baci Perugina. Un loop di aforismi inseriti come spot tra un concetto con la C maiuscola e l’altro: pure Meli e Le Moli (provate a ripeterlo all’infinito, senza nostalgia, e avrete il rap della prossima estate), presenti in studio, hanno l’aria di sentirsi dei trilobiti. Ciccio Ammicca: o lo ami o lo odi. Io lo amo. Là dove la Cultura con la C maiuscola si produce e si consuma, come Vignoveritas dètta, CiCCio è il venditore Sommo. Di quell’ora ho il ricordo potente: si parla di Cultura come cosa che non può rispondere all’economia, che poi non è più arte. Basta fare i brillanti coi soldi degli altri. Soldi soldi soldi soldi. In un paese che della cultura, fatto salvo per quelli che senza la C maiuscola gli toccherebbe andare a lavorare davvero, non gliene frega più un cazzo a nessuno. In un paese reso imbecille da anni di tv spazzatura e dove chi legge è inversamente proporzionale a chi scrive. In un paese dove di fronte all’ignoranza conclamata degli Italioti c’è ancora chi gioca a fare il Colto come se ciò fosse un bene di prima necessità.. E Ciccio Ammicca, garzone capace ma pur sempre sul libro paga del Vignaio che mesce Cultura, interpreta alla perfezione la disperata necessità di continuare a fare i Còlti. Con le mani nel sacco dei soldi pubblici.
Oggi ho comprato un Bacio Perugina, l’ho scartocciato con l’ansia di sapere il mio futuro, ho ingoiato il bolo con la nocciolina e ho letto l’aforisma “Quando due più due faranno tre io mi scorderò di te, firmato Giacomo Casanova”. Letto da Ciccio in tivù mi sento una merda. Letto nella cartina… è solo un cioccolatino.
Bravo. Bravo. Bravo.
Figure da cioccolatini.
…una cosa non mi è chiara: ma che differenza c’è tra un “evento”, un “grande evento” e un “appuntamento con la storia” a Parma?!? Sommi lo sà ed è per questo che il suo stipendio se lo merita tutto.
tutta questa cultura vedremo come sarà gestita, quando di soldi per gli altri non ce ne saranno più.