Fogliazza

MUSICA PER LE MIE ORECCHIE

Ricevo e volentieri pubblico:
“Gentili Redattori di Voyager ragazzi,
da mia moglie ho appreso che nella puntata di oggi 28 dicembre avete definito Giovanni Allevi uno dei più grandi pianisti italiani, se non il più grande. Questa è davvero una enorme falsità, soprattutto se rapportata al grande numero di pianisti italiani che hanno vinto e vincono in giro per il mondo i maggiori concorsi internazionali e sono protagonisti nella maggiori stagioni concertistiche. Allevi è un discreto pianista pop che riesce a produrre qualche orecchiabile motivetto molto redditizio a livello commerciale, ma questo non ha NIENTE a che vedere con il pianismo classico nè tantomeno con il pianismo jazz. Stupisce che una trasmissione del servizio pubblico cada in un tale equivoco e faccia confusione tra il successo commerciale e lo spessore artistico facendosi promotrice di un tale RAGGIRO culturale. La vostra affermazione è ancora più grave in quanto risposta al quesito di un giovane studente di pianoforte, per il quale adesso IL MODELLO da seguire è Giovanni Allevi. Dire che Allevi è il più grande pianista italiano è esattamente come dire che Moccia è il più grande scrittore italiano, niente di più, niente di meno. Ve la sentireste di affermare una cosa del genere in televisione di fronte a milioni di telespettatori (tra cui anche numerosi addetti ai lavori)?

Chi vi scrive è docente di conservatorio e musicista attivo in ambito concertistico nazionale ed internazionale, ma nel caso in cui il mio parere vi risultasse non abbastanza autorevole, allego un'intervista al Maestro Uto Ughi pubblicata qualche giorno fa su La Stampa.
Approfitto per comunicarvi che io mia moglie guarderemo più la vostra trasmissione ed altrettanto consiglieremo di fare ai nostri numerosi amici e colleghi.

Distinti saluti.”

Ciro Longobardi  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200812articoli/39479girata.asp

4 commenti

  1. E’ la storia di Elio e le storie Tese. Te la sentiresti di dire che Elio e le storie tese sono il più grande gruppo Pop italiano? No vero? Beh, io si, anche perchè Elio è un musicista docente con i controcazzi e pure Faso non scherza, così come tutti gli altri componenti del gruppo.
    Anche Allevi può essere messo nello stesso paragone:
    Si diploma nel 1990 con il massimo dei voti in pianoforte al conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e nel 2001 in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano, ha frequentato l’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo, sotto la guida del maestro Carlo Alberto Neri.
    Tutto il resto sta a zero. Chiacchiere da invidiosi. Così come il paragone con Moccia. E’ stato in un certo periodo Moccia il più grande scrittore italiano? Purtroppo, si.

  2. Esercizio di meditazione:

    task 1. Possiamo, una volta per tutte, smettere di fare confusione tra “cultura” e “mercato”? Occasionalmente le due cose coincidono, ma questo non significa che siano assimilabili.

    task 2. Possiamo utilizzare argomenti meno abusati dell’invidia per chi sostiene la qualità del proprio lavoro?

    Con tutto il rispetto, conosco e stimo il M° Longobardi come uno dei nostri più grandi interpreti internazionali, ho avuto modo di ascoltarlo dal vivo in diversi concerti di repertorio contemporaneo e l’idea mi fa solo sorridere.

    Per quanto riguarda Uto Ughi – se non altro perché anche i non appassionati dovrebbero sapere almeno chi è – l’idea mi fa sganasciare.

    Per altre considerazioni, vi rimando al link di un altro blog.

    http://scrivano.wordpress.com/2008/12/31/coshanno-in-comune-voyager-fabio-fazio-il-senato-della-repubblica-e-giovanni-allevi/

  3. Loredana, hai perfettamente ragione: cultura e mercato occasionalmente coincidono ma non sono la stessa cosa. Così come non coincidono le verità assolute con i gusti. Perché un qualunque pianista, fosse pure Bollani, fosse pure il fantasma di Mozart o di Chopin, non può venirmi a dire che Allevi fa schifo, semplicemente perché si tratta di un parere. Diametralmente opposto da quello dato da Voyager e da quello della maggioranza della gente. Questo non vuol dire che la maggioranza abbia ragione. E nemmeno che ti costringa ad ascoltare Allevi e a considerarlo il numero uno. Io fino a ieri non sapevo manco chi fosse Chick Corea. E chi me lo ha consigliato (svelandomi un musicista della madonna) non sapeva chi fossero gli Explosion in the sky. E forse pure lui ha scoperto un gruppo rock che supera di spanne i sigur ros.
    Non si può questionare sui gusti. Purtroppo se al nostro sindaco piacciono i buchi… dovremo rassegnarci alla metropolitana! 😀

  4. Il più grande scrittore italiano è quello più di moda? Perché se fosse così, il più grande scrittore italiano di 3/4 anni fa era Camilleri, che da tempo scrive libri (ha più di 80 anni) ma è diventato “famoso” solo con Montalbano.
    Secondo me, anche se ve ne frega poco, il più grande scrittore italiano è Antonio Tabucchi. Scrive poco, ma quando scrive…
    A ruota, Aldo Busi e Stefano Benni, parimerito.
    Terzo, Fogliazza. Ma non ha ancora pubblicato niente di ufficiale, solo qualche storia buttata lì.

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