INCHIOSTRO SIMPATICO

Eppure ci dev'essere un modo diverso per raccontare questa città, un modo che sia accessibile a tutti e che a tutti dia modo di ribattere senza chiedere il permesso o il consenso a un editore o direttore o unione di qualcosa… Un modo in cui chi è bravo giornalista, ma coatto per capestro di stipendio, possa sfogare il suo bisogno di fare storia in diretta e il nostro bisogno di sapere. Un modo ci dev'essere per non ribellarsi con un “vorrei ma non posso”, qualcosa che dia un senso all'inchiostro che si versa inutilmente per fomentare un “tutto bene nonostante tutto”. Ci dev'essere un corridoio oltre il quale le punte tornano affilate e la verità, non detta altrove, da qualche parte finalmente letta. Che cosa prova un giornalista nel fare un servizio sulle previsioni del tempo o nel registrare l'opinione del pochetto di turno o nel chiedere la mancia per una cortesia ben scritta o nell'esaudire le volontà del padrone industriale o nel domandar per strada le cazzate di costume? Che cosa prova un giornalista quando parla come il verbale di un carabiniere o quando scrive una pagina di “virgolette” o sbatte a tutta pagina i programmi della sera o fa i tolksciò di calcio come fosse catechismo?
Eppure ci dev'essere un altro modo.
Te lo dico io. Prova una gran rabbia, prova una gran voglia, prova un gran senso di comodità. Quanto è bello fare i pezzi d’inchiesta che ti tengono in ballo 20 ore al giorno e ti fanno provare l’adrenalina, l’ansia del risultato, il piacere sottile di svelare qualcosa che non sai o di dire qualcosa di cui prima nessuno aveva le prove, forse non lo sa nessuno. Quello che sanno tutti, in questo mestiere, è che non puoi farlo sempre.
Non puoi avere tutti i santi giorni LA notizia. C’è il cassetto delle conferenze fatto apposta. Poi c’è chi ne approfitta di più e chi di meno.
Però Fogliazza non ti lamentare dell’informazione di Parma: ricorda che il mondo dell’informazione è spesso sulla carta, proprio perché fatto anche per chi non vuole sentire.
Ci vediamo presto (e con notizie, spero!) 🙂
Il modo lo hai trovato tu. Con queste poche intense belle righe.