Fogliazza

E POI DICONO CHE…

Mia nonna, che aveva il pregio di comprarmi tutto ciò che volessi, mi ha cresciuto a pane e bestemmie. Dove le bestemmie erano bestemmie e il pane era in dialetto.
Sintetizzava tutto con massime che non credo fossero tratte da antologie  blasfeme nè vangeli personali. Ne sono certo, dovevano essere frutto della sua imperitura mania di stare sempre incazzata.
C'era un' espressione che era solita dire, alla fermata dell'autobus, in attesa che arrivasse l'8, guardando il traffico intenso di via Gramsci ed era “dicono che va male… col culo che va male“. E lo diceva in dialetto e lo diceva perchè vedeva un fiume ininterrotto di auto e lo diceva perchè l'avrebbe detto comunque.
A distanza di anni credo che non avesse tutti i torti, anzi. Non sapeva solo comprarmi tutta la pizza che desideravo, ma squarciava il velo con la sua lucidità di donna perennemente incazzata.
Cosa c'entra con la vignetta di cui sopra? Che se uno come quello è ancora in giro e continua a dire le cose che dice, i casi sono due: o beneficia di un indulto ad honorem o in Italia va devvero bene!!!

4 commenti

  1. Ah…era una caricatura questa? Non era un ritratto??Davvero bella comunque…French: mi hai letto nel pensiero…

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