CODA DI PIEDE

Dorme Jacopo. Quasi… dorme.
Ciuccia ritmico il suo ciucio, poi niente. Anzi riprende… nciù nciù nciù…
Ormai non si rotola, è cotto. Conto i secondi. Ma ancora un piede mi dà filo da torcere. Il suo piede tamburella uno due tre colpetti sul lenzuolo tum tum tum… rotea come la coda di un gatto che dorme e se ne infischia se tutto il resto del corpo è andato.
Ancora guizzo di piede, l'alluce gratta sul cotone crrr crrr crrr. Due colpi di ciucio… strofina il piede contro la mia barba. Si ritrae, come la coda di un gatto sorpresa dalla lusinga di una carezza.
Dorme, ormai, c'è solo il piede di vedetta. Aromatico prodotto da forno con la geometria di un pezzo di tortafritta senza strutto.
Poi anche l'ultimo baluardo adiposo capitola e tonfa esanime. Jacopo dorme. C'è un limite anche alle code!