BARBA POESIA FESTIVAL

Il Salone del Libro di Torino, la Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna, il Festival della Letteratura di Mantova. Il Barba Poesia Festival.
Siamo pieni di grandi eventi culturali, ma il risultato non cambia: un italiano su dieci legge SOLO un libro all'anno.
L'Assessorissimo Lalagna, per l'occasione, si illumina d'immenso. Anzi no: è mongolfiero di come, anche nella Poesia, Parma sia divenuta capitale.
Un Nobel della poesia vende in un anno dalle 2 alle 3.000 copie. Pochino.
Siamo al fast-food della cultura, al take away della pillola di saggezza, al dai e vai del sapere.
Posti a sedere esauriti, tra sederi esauriti e posti quel che costi: i soldi (nostri) ci sono sempre.
Sentiremo versi d'ogni tipo, rime baciate con la lingua e deretani cortigiani col vezzo dell'eloquio.
Lorenzo il Vanìfico e la cultura da sorbetto dopo cena: il suo, più che un assessorato, è un “Work in Proges“.
Parma Capitale della Poesia: il capitale è quello stanziato per la baracca, ai burattini basta una sagra con le figure.
La setta dei poeti si è estinta senza troppi cazzi. Che aspetta quella dei sonetti ambulanti?
Insisto e voto battei Antonio, lui sì che usa bene la lingua (italiana, s’intende! Cosa avevate capito??). E poi, con un cognome così!
magari vecchio, vieni a vedere il mio concerto il 21 al chiostro dell’annunciata. Dalle 8 rock e poesia, dalle 9 tortellata di san giovanni.
Un mix letale ma potrebbe anche far ridere (soprattutto se dovrò anche cantare!)
ciao
Dovevate vedere ieri sera la sindachessa Amadei com’era in tiro. Me la sarei fatta anch’io. Questa sì che è poesia con la barba!
Credo che tutto sommato sia una giusta manifestazione. Un Comune ha il dovere di fregarsene di quanti libri di poesie vengono venduti. Poi sta alla gente saper cogliere l’occasione (in questo caso, ghiotta) di ascoltare tanti poeti e magari di andarne a comprare i libri. Certo non tutti i poeti che arriveranno sono di qualità eccelsa. Bevilacqua, ad esempio, è uno che si riesce a vendere bene: sappiamo tutti che il suo reale valore di scrittore è piuttosto scarso. Lo sa anche Lasagna, ne sono certo. Ma siccome l’Alberto da Roma (perché di legami con Parma non ne ha più da anni…) non-si-può-non-chiamare, eccolo di nuovo qua e noi lo esaltiamo immeritatamente.
Pensate se un’Amministrazione pubblica facesse come certi giornali, compresi quelli cittadini. Siccome la gente vuole sapere le stronzate del Grande fratello oppure sapere se Michela Coppa condurrà ancora la Corrida, bisogna parlarne. E invece, chissenefrega!
Evviva il Festival della Poesia. Però Vignali dovrebbe andare avanti così anche per gli altri 11 mesi dell’anno, invece non lo fa e tutto torna ad essere solo IMMAGINE. Questo è il guaio.
Vogliamo parlare di Zucchi Emilio? Lo mettono dentro solo perché lavora alla Gazzetta. Ho letto tempo fa un suo libro (Il pane): beh, era pane vecchio.
Il leccapiedismo è arrivato ai massimi livelli. Tv Parma fa addirittura dei collegamenti in diretta, degli speciali. Una roba che non esiste in altre città. E’ diventato l’EVENTO DELL’ANNO! Accorrete gente, accorrete. A me ricorda il Paese dei Balocchi, tante luci e tanti asini.
Ricordiamoci che questa amministrazione promuove da diversi anni il Festival Minimondi, cultura rivolta ai bambini, probabilmente ancora più importante di quella per gli adulti. Le favole rappresentano le fondamenta per futuri grandi lettori.
Volete sapere il nome di un vero poeta “pramzan”? Giuseppe Marchetti. Basta leggere gli articoli che pubblica sulla Gazzetta per capire cosa significa non solo scrivere in Italiano, ma soprattutto la sua poesia nel raccontare un personaggio o nel recensire un libro. Bravo Marchetti! Con te ci si riconcilia.
E abbasso Zucchi!
Ho sentito che nel programma c’è anche la possibilità per tutti i parmigiani di prendere un aperitivo con un poeta ogni giorno diverso (?!?), comodamente seduti nei tavolini sotto il comune…Mi chiedo chi ha avuto questa bella idea!
Ah, perol!
Secondo me non può andare tutto male. Il comune, una delle poche cose che sta facendo bene e tanto, sono gli investimenti sulla cultura. Con grandi sacrifici da parte delle associazioni culturali e dei giovani, che si sbattono per realizzare gli eventi, però gli eventi si fanno e tutti ne possono godere gratuitamente (o quasi).
Posso portarvi gli esempi di cremona (dove il festival di poesia l’hanno ucciso), La Spezia (dove a malapena hanno i concerti in Rocca), Mantova (che vive x il festival letteratura, organizzato da privati)
Insomma, in qualche caso parma fa qualcosa di interessante. Poi rimane in braghe di tela per fare la metropolitana e aumenterà le tasse a tutti quanti. Però sulla cultura non penso si possa questionare più di tanto.
Questioniamo sul fatto che avremo un buco sottoterra da 600 milioni di euro e non si sa ancora da dove arriveranno la metà dei soldi…
ciao
L’affaire metrò è una vera vergogna. Sarà solo costruita per arricchire i soliti noti e nessuno (compreso il PD!!!) ha il coraggio di denunciare questa immondizia. Mi auguro solo che i cittadini comuni che desiderano la metropolitana, non aprano bocca quando dovranno uscire di casa e fare il giro del mondo per arrivare al lavoro o per portare i figli a scuola, con code e traffico che arriveranno ai livelli di Città del Messico. Cazzi loro (e putroppo anche miei…)
Metropolitana. Perché non organizzare un bel sit-in in piazza Garibaldi? Perché non fare una mega-manifestazione coinvolgendo tutta, ma proprio tutta la città? Perché quelli della Stop-metro non vanno a Vicenza per imparare qualcosa dal Comitato No Dal Molin? perchè… no?
Ergo: la metropolitana si farà perché chi è veramente contrario si caga sotto.
Per cui chi è veramente contrario non è veramente contrario.
Con Lagazzi e Marchetti c’era un certo Lecchini (un nome, una garanzia) appena arrivato dalle Isole Lampados. Strano che non avesse gli occhiali scuri mentre parlava, perché di solito ci va anche a letto (con gli occhiali). Normalmente fa l’impiegato, credo per un’assicurazione, non capisco perché è stato chiamato a parlare di poesia.
Perché, un impiegato non può parlare di poesia?!
E’ noto che difficilmente si possa vivere di poesia, dunque anche chi della poesia ne ha fatto una ragione di vita normalmente fa un “normale” lavoro.
Conosco alcuni bravissimi poeti (per quanto possa valere il mio giudizio) che sono appunto impiegati, operai, commesse…
Può fare l’impiegato a patto che si presenti come tale e non come un intellettuale che vive di aria e poesia. Invece sembra quasi che si vergogni e fa di tutto per non sembrarlo.