ti s’fogliamo noi

Qualche tempo addietro Anna mi mandava i suoi racconti al ritmo di due o tre per settimana. Sovente anche di più. Io li leggevo e poi le scrivevo il mio parere. Mano a mano che cresceva la nostra reciproca confidenza i miei pareri erano sempre più dettagliati fino a diventare veri e propri editing. Anna apprezzava le mie antipaticissime correzioni e mi incoraggiava di volta in volta. Scopri poi che si trattava di un inganno vero e proprio: a mia insaputa stavo editando la sua prima antologia di racconti “Storie di pasta s’foglia”.
Poi mi chiese se mi andava di presentare il suo lavoro in quel di Soncino, il suo paesello (paesello mica poi tanto, a giudicare dalle dimensioni e dalla bellezza dei vicoli e soprattutto della rocca). Ne fui onorato: quella non era una presentazione qualsiasi. Quella era LA presentazione. Quella che conta di più, quella che fai a casa tua, con tutti i tuoi amici che vengono a sentire.
La serata è stata molto bella. Bella la lettura delle “Suggeritrici” (e in particolare il decolleté di una di esse). Nondimeno piacevole la performance di action painting di Davide e Danya. Interessante, mi auguro, la chiacchierata tra Anna, Robi e il sottoscritto.
A dire il vero io non ero per niente in forma: mi sentivo deconcentrato; l’ingranaggio girava male, come se avesse avuto bisogno di un’oliatina. La mia mini-lettura non mi ha soddisfatto per nulla. In prima battuta ho pensato bene di incolpare l’emicrania che mi torturava dal pomeriggio, ma in coscienza so che non è vero. Sono già parecchi giorni che sono svagato. Vorrei poter dire che ho altro a cui pensare ma non è così. Ho semplicemente la testa vuota, ecco tutto. Fortunatamente mi è stato detto che dal pubblico questo non si percepiva. Che ero persino meglio di Morandi a Sanremo.
La foto sopra me l’ha inviata Anna. Credo trasmetta un po’ del clima divertito che abbiamo cercato di ricreare nel corso della nostra chiacchierata.
Che peccato aver ridotto tutto il nostro lavoro a poco piu’ di due righe per di piu’ traballanti e contornate un inciso di poco gusto sia nei confronti dell’una che dell’altra. I SUGGERITORI ringraziano per la cortesia.
E’ facile rendersi conto che i post di questo blog non intendono recensire eventi ma al contrario distorcerli, dilatarli, appallottolarli, guardarli attraverso un fish-eye pineale assolutamente umorale e metereopatico. Il mio.
Se davvero avessi voluto recensire l’evento, se davvero ne fossi capace, credo che avrei sottolineato il peso artistico della performance de “I suggeritori” nell’economia della serata. Ma non era questo il caso, difatti nel post “riduco” l’intera serata a un’unica frase e la liofilizzo in soli tre aggettivi, uno destinato alla performance di lettura, uno ai pittori e uno al dibattito in sé.
Quanto alla storpiatura del nome dellAssociazione da “Suggeritori” a “Suggeritrici”, mi era parsa del tutto naturale, trattandosi di una performance interamente al femminile. Analogamente i membri dell’associazione Tapirulan cui appartengono vengono sovente appellati per assonanza “I tapiri”. Personalmente trovo la cosa piuttosto divertente.
Infine, per quanto riguarda l’inciso, posso concordare sull’eventuale cattivo gusto ma non sul fatto che si tratti di una questione personale “nei confronti” delluna o dellaltra. Se l’accusa che leggo tra le righe è davvero quella di sciovinismo per un commento innocuo su una scollatura oggettivamente vistosa, be’, è evidente che colui che la formula non mi conosce affatto.
Mi ritengo onorato che “I suggeritori” abbiano trovato il tempo di visitare il mio blog e mi auguro che abbiamo modo di ritornare ed esprimere qui il loro pensiero. Saranno sempre i benvenuti.
“I suggeritori” rimangono tali anche se fossero 130 aitanti fanciulle e un maschietto, non è bello storpiare cio’ che è nato con un suo oggettivo criterio. Non vogliamo continuare oltre con inutili polemiche, ma ci permettiamo una ultima osservazione: noi non conosciamo te e tu non conosci noi quindi è alquanto inappropriato questo “commento di pochissimo gusto”. Siamo goliardiche al di fuori del nostro lavoro e in situazioni che lo consentono. Il lavoro femminile e’ costantemete osteggiato da “maschietti” che si permettono di formulare giudizi sulle apparenze e non sulle capacità, d’altro canto il nostro presidente del consiglio insegna.
Buona serata e buon tutto.
che recensione svilente..un evento che raccoglie tre differenti linguaggi artistici molto interessanti nella loro unicità e complicità…e dove cade l’attenzione…niente po po di meno che sulle TETTE!
Complimenti all’autore della recensione..
Scusate una cosa: io a occhio e croce sono l’ultimo che dovrebbe parlare, visto che a Soncino nemmeno c’ero, ma un paio di presentazioni con Alberto le ho fatte, e l’ho sempre visto più attento a quello che stava facendo (presentare) piuttosto che alle scollature più o meno generose delle donne presenti. Questo perché secondo me stiamo parlando di una persona professionale anche nei contesti che non rappresentano esattamente la sua professione. Ma se una sua frase non felicissima serve a confermare un teorema secondo il quale la maggior parte degli uomini è sessista come il premier (compreso quindi chi si permette di difendere chi saprebbe benissimo difendersi anche da solo), voilà, fate pure
Scusa..ma ti pare che se vado ad una mostra d’arte o a una prima di un film parlo della lunghezza del pene dell’autore???
in tre righe di recensione la cosa più raccappricciante è…bella la lettura ma in PARTICOLARE il decolletè… vuol dire che la parte più interessante è il decolletè… piuttosto che non scriva proprio nulla…
desidero solo ribadire agli anonimi autori dei commenti n.6 e n.4 che questo post NON E’ una recensione
Eh sì, bisogna proprio conoscere Ufj e il suo blog per capire che ciò che scrive non sono recensioni bensì estemporanee impressioni di un evento. Il tutto viene ristretto, deformato, certo, a volte scrive di cose che ha visto o sentito solo lui (talvolta pure io sono stato vittima dei suoi anomali resoconti). Basterebbe leggere le numerose “recensioni” dei concerti e tutto risulterebbe più chiaro. Insomma: perdonatelo!