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sei mai stato davvero nel centro di Varese?

Kalopedia 20

Chi diamine? Bartok
Che diamine? A few lazy words
Ma quando? 2003
Allora? Gli ultimi epigoni della famigerata scena indie/lo-fi/noise/alternative varesina tanto cara alla stampa musicale eppure ridicola agli occhi di chiunque sia stato almeno una volta nel centro di Varese si congedano con un album diffusamente pervaso di cupo mitteleuropeismo del centronord e intrigante almeno quanto è semplicistica l’equazione B=VK^2 dove B=Bartok, V=Velvet underground e K=krautrock. Acclamato a suo tempo dalla summenzionata stampa musicale ma acquistato di fatto soltanto da Sara Mazza. Fatevi registrare una copia da lei e ascoltatela ogni volta che vi viene voglia di vedere un film di Kaurismaki ma non avete un videoregistratore a portata di mano.
Sì ma allora? ••••
Però almeno cosa sento? In cold blood; A few lazy words
Chi diamine? Dream theater
Che diamine? Breaking the fourth wall (live from the Boston Opera House)
Ma quando? 2014
Allora? Un mio conoscente che ha quattro figli mi ha raccontato che il più piccolo non dormiva mai e si calmava solo se gli accendevano l’aspirapolvere di fianco alla culla. Un altro mio conoscente che ha brillantemente terminato gli studi in ingegneria per studiare ascoltava sempre i Napalm death in sottofondo. “Ma vanno bene anche gli Ac/dc”, si premurò di puntualizzare. Se apprezzate il carpet-rock troverete che i live dei Dream theater sono eccezionali per pensare un po’ ai cazzi propri durante un lungo viaggio in auto da solo. Quale live? Uno qualunque. Tanto sono tutti uguali.
Sì ma allora? ••
Però almeno cosa sento? Space dye vest; Scene nine: finally free
Chi diamine? Led zeppelin
Che diamine? Houses of the holy (deluxe dition)
Ma quando? 2014
Allora? Di solito paragono Houses of the holy a un fiammifero acceso in uno scatolone di fuochi d’artificio per via dell’esplosiva e caotica vitalità stilistica. Questa deluxe invece è come tirarci un gavettone, in quello stesso scatolone. A meno che la vostra passione non siano le costose deluxe fatte con gli stessi pezzi dell’album originale meno uno strumento (o la voce). Il buon vecchio Jimmy, da sempre dedito allo studio dell’occultismo, evidentemente intende smettere di sgozzare giovani caprette per dedicarsi alla più remunerativa attività di spennare vecchi capponi hippie. Come dargli torto?
Sì ma allora?
Però almeno cosa sento? Senti l’album del settantatre e lascia perdere questi spennapolli
Chi diamine? Primal scream
Che diamine? More light
Ma quando? 2013
Allora? Nei tredici anni che separano questo More light dal loro ultimo disco decente i Primal scream hanno fagocitato, digerito e cacato tutta la musica anglofona dal sessantadue a oggi. Facile trovare riferimenti per implosione. Il gioco consiste nel pensare i primi due che ti vengono in mente poi individuarli nello spaventadelico puzzle sonoro della versione deluxe di questo monumentale More light. Pensi Chris Rea vs. Style council? Goodbye Johnny. Pensi Paul Simon vs. Stone roses? River of pain. Pensi Hubert Kah vs. Prodigy? Culturecide. Pensi Silencers vs. Morphine? Invisible city. Pensi Low vs. Robert Plant? Elimination blues (questa era facile). Ascolta questo disco ogni volta che l’universo ti sembra una specie di immenso spietato flipper.
Sì ma allora? •••••
Però almeno cosa sento? Invisible city; River of pain
Chi diamine? Guruh gipsy
Che diamine? Guruh gipsy
Ma quando? 1977
Allora? La prima traccia del secondo album più bello di sempre (Rolling stones 2007) tra quelli provenienti dalla quarta nazione più popolosa del mondo (Wikipedia) è una monumentale suite stile “Soffitta di Pippo” intrisa di E-L-P (ma soprattutto Emerson) e sonorità folk Balinesi. Nel prosieguo si susseguono con indecifrabile discontinuità tecnicismi di piano (l’improbabile Chopin larung), mellotron, cori Balinesi, astruse melodie pentatoniche e assoli di un affare percussivo decisamente powermetal, almeno nei finimenti, che prende il nome di gamelan. Ascoltando i due traditionals conclusivi Janger 1897 Saka e Sekar Ginotan faticherete a non esclamare a voce alta la frase “Che do bali”. La terza stellina è lì ad esclusiva testimonianza della mia strabordante voglia di vacanze esotiche.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Indonesia maharddhika; Geger gelgel
Chi diamine? Michael Gira
Che diamine? Songs for a dog
Ma quando? 2007
Allora? Immaginate che Nick Cave stia litigando con la morosa al cordless mentre cammina nervosamente su e giù per il corridoio (God damn the sun). Immaginate che i Metallica abbiano smontato da un pezzo l’armamentario e Lou Reed se ne stia seduto sulla tazza del cesso fumando una paglia e canticchiando Working class hero (Promise of water). Immaginate infine di che al posto della baby sitter vi si presenti davanti Michael Gira in persona con la sua vecchia Guild appesa al collo (Mean monster Mike). Se tutto ciò per qualche ragione vi solletica, allora ascoltatevi due o tre volte di fila questa impallinata di outtakes di M-G mentre tornate da un concerto degli Swans, in attesa che svaniscano quei fastidiosi acufeni.
Sì ma allora? •••
Però almeno cosa sento? Rose of Losa Angeles; Lines

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