pausa sigaretta

ero in piazza ormai da parecchi minuti. chiamai il canna. "ma dove cazzo sei? sarà mezz'ora che ti sto aspettando".
"a casa mia".
"che diamine ci fai a casa tua? dovevamo mica fare l'aperitivo?"
"sono uscito ma… sono dovuto rientrare in casa di corsa".
"santo cielo, e, di grazia, perché?"
"perché c'era troppa figa in giro".
caviglie, polpacci, scollature, cosce, tatuaggi, trasparenze. se per qualcuno la primavera è la liberazione – finalmente – da sciapre maglioni, guanti, felponi, per qualcun altro invece si tratta dell'inizio di una lunga e dolorosa agonia ormonale. la mia storiella pubblicata giorni addietro su tapirelax parla più o meno di questo.
la foto qui sopra è piuttosto nota agli internettari e documenta un curioso caso di cronaca accaduto un paio d'annetti addietro (qui).