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parecchia passera e molta roba buona

Kalopedia 05: 25ago2014-30ago2014

Chi diamine? Il Genio
Che diamine? Il Genio
Ma quando? 2008
Allora? Collocabile negli intenti tra le sensualità off-porno di Birkin/Gainsbourg e le refrigerazioni pop degli Air, ma con un pizzico del primo Gazzé, di fatto l’album sta a metà strada, o meglio sul marciapiede, tra Romantici di Viola Valentino e Muscolo rosso di Ilona Staller (ciò che non rappresenta necessariamente un difetto, perlomeno secondo i miei gusti). Dopo tre o quattro canzoni questa raccolta di canzonette scivola via come un piede su una saponetta in una doccia di froci. E se vi da fastidio la parola froci in questa recensione riflettete sulle sensazioni differenti che vi solletica la parola porno pronunciata dalla vocina di Alessandra Contini. Il gioco è tutto lì. Facile, ben congegnato, ma tutto lì.
Sì ma allora? XX
Però almeno cosa sento? Non è possibile; Pop porno

Chi diamine? Neil Young
Che diamine? A letter home
Ma quando? 2014
Allora? Per registrare il suo secondo album di cover in cinquant’anni di carriera, che poi è anche il secondo album di cover in due anni, Neil Young pensa bene di utilizzare il voice-o-graph del quarantasette di proprietà di Jack White. Io lo capisco che a registrare il disco chiuso in quella specie di cabina telefonica Neil Young si sia divertito un casino, e capisco anche che a casa di Jack White circoli parecchia passera e molta roba buona e comprendo persino il duplice senso di questa operazione, al contempo atto d’amore per il genere e lezione polemica nei confronti dei tanti sedicenti folksinger odierni che girano coi capelli unti e una vecchia chitarra al collo solo perché fa moda. Io capisco tutto questo ma il disco mi fa cagare lo stesso. Che posso farci?
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? Needle of death

Chi diamine? Argus
Che diamine? Argus
Ma quando? 1973
Allora? XXX
Sì ma allora? Sonorità variopinte che pescano un po’ dappertutto: dai Bue oyster cult (Road of life) ai primi Lynyrd skynyrd (Friend of mine), transitando dai Led zeppelin (Twenty four hours è un, chiamiamolo così, omaggio a Since I’ve been loving you) fino ad arrivare con un po’ di fantasia ai primi Black sabbath (Superstition). Le grezze bonus track dal vivo che ritraggono una differente band di nome Anaconda invece spifferano quanto un Ian Anderson d’annata su tessuti a tratti curiosamente funky. Il denominatore comune delle due band pare essere il dotato batterista Dave Wagstaffe.
Però almeno cosa sento? Friend of mine; Take no chance

Chi diamine? Pink floyd
Che diamine? The dark side of the moon
Ma quando? 1973
Allora? Pensa che questo pirla qua sostiene che l’album più perfetto della storia del rock secondo lui non è poi così perfetto. Dice per esempio che On the run è solo una sequenza di note accelerate e messe in loop con un sequencer con sopra dei rumori di vario genere e che proprio per questo suo carattere così sperimentale soffre del male endemico che affligge tutti gli esperimenti: venire  superati da altri esperimenti. Sostiene anche che Money è una scarica di  divagazioni elementari su un giro di basso in 7/8 con un testo piuttosto stupido e neanche tanto in tema con il resto dell’album. Io che guardo il bicchiere mezzo pieno invece sostengo che Speak to me / Breathe / Time / The great gig in the sky / Us and them / Any color you like / Brain damage / Eclipse costituiscono la più bella suite della storia del rock e basterebbe prendere uno a caso di questi pezzi (tranne magari Speak to me), trasferirlo su un album qualunque di Gigi D’Alessio e prendere comunque il massimo delle stelline. Tu invece che cosa pensi?
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Dark side of the moon dovresti sentirlo tutte le mattine dopo esserti lavato le orecchie, pirla.

Chi diamine? Vincent Gallo
Che diamine? When
Ma quando? 2001
Allora? Nella scena finale del pessimo Brown bunny diretto da Vincent Gallo si vede la morosa di Vincent Gallo fare un pompino a Vincent Gallo. Mentre guardavo l’uccello di Vincent Gallo che entrava e usciva dalla bocca della morosa di Vincent Gallo pensavo che dopotutto ogni essere umano maschio sano una volta o l’altra si è filmato mentre la morosa gli faceva un pompino, o perlomeno ha desiderato di farlo, ma pochi sono così megalomani da fare in modo di proiettare il filmino a Cannes o Venezia o Berlino o dovecazzo, a dimostrazione del fatto che l’ego di Vincent Gallo è molto più ingombrante del suo talento. Ecco, mentre ascoltavo questo insulso album mi sembrava che l’ego di Vincent Gallo entrasse e uscisse dal mio cervello divaricato e a me sinceramente questa sensazione di spompinare Vincent Gallo non mi piace proprio per niente.
Sì ma allora? X
Però almeno cosa sento? I wrote this song for the girl

Chi diamine? Franco Battiato
Che diamine? Apriti sesamo
Ma quando? 2012
Allora? Un giochino moderatamente divertente da fare in auto di ritorno da un viaggio in Germania consiste nel cantare versi a caso sulle note di Quand’ero giovane. Io e Sara per esempio siamo transitati davanti a una Coop e abbiamo cantato “Sono andato alla Coop / a fare la spesa / e ho fatto la spesa / arrivato alla cassa / ho estratto le cose dal carrello / e le ho pagate / poi le ho messe dentro a un grande sacchetto / che sembrava robusto / ma il sacchetto era bucato / e così mi è cascata una coca su un piede / diocane che male”. Tanto i testi di Battiato non seguono la ritmica e non hanno rime. Ultimamente poi sono diventati bizzarre accozzaglie di banalità, frasi astruse, citazioni casuali e sorprendenti non(tanto)sense. La sensazione risulta sorprendentemente piacevole, come quando senti sentire straparlare un vecchietto simpatico e un po’ rimbambito a cui però ti sei affezionato. Le musiche sono straordinarie quasi ovunque, a cominciare dall’Uriah-heep-esco solo di tastiera nel finale de pezzo sopra citato. Se ve lo state chiedendo: sì, anche in Germania c’è la Coop. E anche in Svizzera.
Sì ma allora? XXXX
Però almeno cosa sento? Testamento; La polvere del branco

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