l’uomo della provvidenza

Lo scorso dicembre, nei giorni in cui Renzi diventava segretario del PD, una sera uscii a bere una birra con alcuni amici. Collocato davanti a me, sopra le teste dei miei amici, c’era uno schermo televisivo. Era un talk show. Qualcuno stava intervistando Renzi. Il volume era troppo basso per capire cosa diceva, ma percepivo le fluttuazioni della sua cadenza fiorentina. A intervalli regolari faceva una smorfia buffa. Allora la regia inquadrava gli ospiti in studio che sorridevano oppure annuivano, oppure sorridevano e annuivano.
Quella notte sognai che andavo a parlare con Renzi per esporgli un mio problema. Il problema consisteva nel fatto che Neil Young faceva un concerto proprio il giorno in cui doveva nascere Fagiola. Renzi mi rispondeva di non preoccuparmi, che avrebbe chiamato subito Neil Young.
Grazie, dicevo io stringendogli la mano. Non c’è dubbio che tu sei l’uomo della provvidenza.
Poi mi svegliai col sogno ancora in testa.
L’uomo della provvidenza.
Renzi.
Ma che razza di stronzata, pensai. Solo a me poteva venire in mente una cosa del genere.
Per fare questa stupida foto nella chiesa di S. Andrea a Orvieto sarò stato lì almeno mezz’ora a provare. Poi quando ho trovato l’impostazione giusta, la luce era cambiata.
Essendo appunto uomo della provvidenza mi meraviglio che Renzi non si impegnasse a parlare direttamente con la Fagiola imponendole di aspettare a nascere fino a nuovo ordine