Ufj

la strada della frutta

quando rileggo una storia appena terminata generalmente mi sovviene uno tra questi tre pensieri: 'uhm… carina' o 'questa fa proprio cacare' oppure 'bah'. è proprio quest'ultima la riflessione più pericolosa: si corre il rischio di affezionarsi ad autentiche porcherie.

———————-

la strada della frutta è interminabile
specialmente da fermi ed il naso sugli alluci
ricordo uno sguardo pervicace
microsensazioni dardeggiavano come neri fotoni
io prigioniero, lei mia secondina
ma se ne appallottola, ilona
“scendi dalle mie tende!” esclamò invece
strattonandomi come uno sdrucciolevole palliativo

la scrivania è sbronza da ieri
il televisore sbadiglia
la radio è corsa a pisciare
pensieri flottanti come anemoni antropomorfe
il radiatore della corteccia fumante fuliggine
gocciola silenzioso il mio occhio stanco
e affranto da dentici madidi e proditori
basta!

un cielo cervellotico simile a un cubo di rubik
inalo energia come aloni elettrostatici: l’ologramma d’ilona
nel palmo astringo uno scampolo della sua tenda. che altro?
spogliarmi forse di queste fragole fradice di clorofilla
tirare il cuoio fuori di cantina e tinteggiarlo di iuta
ma in fin dei conti mi mancano i barattoli
la vernice non è più fresca come una volta
e il pennello è duro di croste

blandamente brandisco il brandello di tenda
lo rendo repente ad ilona, che se lo mangi il suo dromedario
strabuzza distratta e s’occulta spigliata in un loculo
mi sfugge un tricheco sommesso
poi prendo la porta e la infilo nella grondaia
un fragrante sollievo mi solleva sulla sommità del lampione
m’illumina storto, non gli è lampante perché m’abbottono
per ululare alla luna

ripercorro a traffico limitato la strada della frutta
affiorano circospette teorie di rotaie sordide e sapide
da qui paiono distanti, eteree, due grissini in un merdaio
guardo in basso, rumore di clacson: il pennello è ancora lì
svolto in un viatico, e mi lascio la strada della frutta alle spalle
una volta per tutte

3 commenti

  1. Sottilissima astrazione trasparente sonnecchiava infastidita
    la coscienza paludosa dell’eterna ambiguità
    e sui raduni ovali scorrono confusioni per non fare
    è vietato voltarsi indietro e ricordare

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *