la pernacchia si appiccica addosso

Io, a parte quella volta che ho fatto il padrino al battesimo di A. ma quella volta secondo me non vale perché la chiesa era una chiesa molto carina ma sembrava una chiesa non più valida, credo che il termine corretto sia sconsacrata, e il prete sembrava uno che non era un prete ma faceva finta di essere un prete vero, e il chierichetto, che si chiama Marino, io lo conosco, Marino, è uno tutto pelato con una folta barba alla Augusto Daolio che, parafrasando Verdone, non è comunista così ma è comunista così, e in prima fila tra le panche, non mi ricordo se si chiamano proprio panche o con un altro nome, tra le panche c’era Orso che non è un orso ma un cane che visto che fuori faceva un freddo della madonna lui se ne stava buono buono al calduccio in barba a quella sciocca metafora secondo cui un cane in chiesa sarebbe il massimo dell’inopportunità e alla fine della cerimonia invece di qualche canzonetta del cazzo alla Genrosso abbiamo messo su La buona novella di De André , l’album tratto dai Vangeli apocrifi, ecco, ora che ci penso quello sembrava proprio un battesimo apocrifo e, insomma, a parte quella volta lì io era la prima volta che andavo a un battesimo e devo dire che anche se non ci volevo andare, al battesimo di Zoe, sono contento di esserci andato perché sono successe un certo numero di cose piuttosto buffe.
La prima cosa buffa è stata quando stavo armeggiando per tirare fuori il passeggino dal baule e un tizio sulla cinquantina mi è passato di fianco e si è fermato a scannerizzarmi più o meno come farebbe un Borg con un esemplare di una civiltà da assimilare e poi è ripartito alla volta della chiesa bofonchiando le coordinate esatte della mia posizione alla nave madre orbitante su nella lontanosfera allo scopo di fulminarmi con un raggio collimato ad altissima potenza e poi è saltato fuori che quel tipo lì era uno di quei tipi che non si vestono da prete ma parlano ugualmente nel microfono durante la messa dicendo che la messa sta per iniziare oppure elencando gli appuntamenti diocesani della settimana e quando mi ha visto di nuovo dentro la chiesa ha fatto mettere me e Sara in prima fila assieme agli altri genitori coi figli da battezzare, ma non nella panca di sinistra, dove c’erano soltanto coppie e bambini che avevano l’aria di essere stati lì molte volte, no, mi ha fatto mettere nell’altra panca, dove c’era solo un’altra coppia che aveva tutta l’aria di domandarsi cosa ci facevano lì ma che a differenza delle coppie della prima panca avevano una madrina molto molto carina.
L’altra cosa che mi ha fatto divertire è stato quando è iniziata la messa e Zoe ha cominciato a prendere confidenza con la faccenda frantumando il giornalino liturgico della domenica e cercando di socializzare sottraendo il ciuccio al bambino seduto alla mia destra e agitando braccia e gambe ogni volta che l’assemblea cantava qualcosa di vivace invece di salmodiare frasi noiose ma soprattutto mi ha fatto divertire quando il prete si è piazzato a pochi centimetri da noi e ha cominciato a fare la predica e Zoe ha fatto quello che fa ogni volta che un adulto si rivolge a lei e lei trova la cosa simpatica, una cosa che io avrei sempre voluto fare sia da bambino che da adulto ogni volta che un prete si metteva a fare una predica ma che però non ho mai osato fare, ecco, Zoe ha ascoltato il prete per un po’ mentre parlava e poi ha fatto una pernacchia fortissima, poi ha sorriso al prete, e poi ha fatto un’altra pernacchia fortissima e intanto mi guardavo intorno con un’aria fintamente imbarazzata e ho detto a voce bassa “Shhht” e poi mi sono avvicinato all’orecchio di Zoe e a voce ancora più bassa ho detto “Ancora, ancora, ancora” e allora Zoe ha sorriso di nuovo e ha fatto una terza pernacchia più lunga e forte delle altre due e subito dietro la schiena ho sentito qualcuno che ridacchiava e intanto io facevo finta di essere imbarazzato ma invece mi divertivo tantissimo ed ero anche un po’ orgoglioso di Zoe perché una delle cose che le insegnerò quando sarà più grande è che quando spari un proiettile a un coglione il proiettile passa attraverso il coglione e il coglione diventa un martire per sempre ma quando spari una pernacchia a un coglione la pernacchia gli si appiccica addosso e il coglione rimane un coglione per sempre.
Un commento
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Pernacchia o non pernacchia, il coro era letteralmente da lasciare senza parole e le coriste delle strafighe pazzesche. Anche la performance di Annarella non è stata male.