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il corpo che cambia

Io quando penso alla canzone Il mio corpo che cambia non riesco a pensarla come la peggior canzone scritta da quella band ormai da molti anni spericolatamente avvezza al pessimo, non riesco a pensarla come quella canzone dotata di una melodia insignificante, di un arrangiamento sciatto, di un’esecuzione all’altezza neppure degli standard bovini di Ghigo Renzulli, di un videoclip imbarazzante per fattura tecnica e artistica. No, niente di tutto questo. Io quando penso alla canzone Il mio corpo che cambia riesco a pensare soltanto alla strofa iniziale che dice “Cos’è cos’è questa sensazione? E’ come un treno che mi passa dentro senza stazione. Dov’è dov’è il capostazione?” e mentre canticchio questa strofa mi viene una sensazione come se qualcuno mi stesse osservando con delle intenzioni non tanto chiare e mi vengono in mente delle immagini di vario genere nessuna delle quali neppure marginalmente legata a dei treni composti da carrozze o delle stazioni fatte di pensiline ma piuttosto a dei capostazioni vestiti tutti in un modo che assomiglia al modo di vestire che avrebbe il capostazione di una città il cui sceriffo fosse Victor Willis dei Village People, dei capostazioni dai quali credo che fuggirei a una velocità paragonabile a quella del treno che attraversa Piero Pelù donandogli tutto quell’entusiasmo e mentre scrivo queste scemenze e ridacchio qui da solo in ufficio mi viene in mente che il corpo che cambia di cui volevo parlare in questo post non è il mio né quello di Piero Pelù ma è il corpo di Sara.
La prima trasformazione nel corpo di Sara è stata la mia preferita visto che le sono venute due tettone grosse come due pompelmi e almeno altrettanto dure. Ma anche le altre sono state trasformazioni mica da ridere. Per esempio la pancia stessa e certe difficoltà in certi contesti sono diventati una sorta di stimolo a trovare soluzioni alternative. Come dire un modo per aguzzare l’ingegno, ecco.
Alla fine mi sono reso conto, ci tengo a scriverlo molto chiaramente, che il corpo di una donna incinta non perde assolutamente nulla della sua sensualità.
Anzi.
Diverso, molto ma molto ma molto diverso il discorso che riguarda gli indumenti che generalmente indossa una donna incinta. La composizione qui sopra è stata scattata ieri notte nel corridoio di casa nostra. Traete da soli le vostre conclusioni. Non so voi ma io farei delle leggi apposta per vietare la commercializzazione di roba del genere.

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