godetevi lo spettacolo

Filippo è l’unico essere umano su questo moribondo pianeta che annuisce quando sostengo che The final cut è il mio album preferito dei Pink floyd. Che dice “pure io” quando affermo di aver ascoltato The pros & cons of hitch-hiking più volte di The wall, e Amused to death più volte di The dark side of the moon.
Io e Filippo siamo le uniche persone al mondo più watersiane di Roger Waters – ma la watersianità di Roger Waters è recentemente crollata ai livelli minimi seguito della sorprendente riconciliazione con Gilmour e il conseguente storico abbraccio davanti alle telecamere (ma Gilmour ha compiuto il gesto con una certa indifferenza, con un braccio dietro la schiena e con in faccia l’espressione di chi ha appena scoperto che il cellulare gli è cascato in un cesto di scarafaggi, con realtivo incremento del livello di watersianità del medesimo).
Be’, dicevo, io e Filippo siamo entrambi molto watersiani. Non è strano che alle 23.25, cinque minuti dopo il termine del concerto, Filippo abbia sentito l’impulso di telefonarmi. Io sarei andato alla replica dell’indomani. Non volevo sapere nulla per non rovinarmi la sorpresa. Gli dissi quindi: “Sintetizza in tre parole”.
La risposta fu: “Goditi lo spettacolo”.
Filippo non poteva trovare parole più azzeccate per descrivere questo The wall live.
Godetevi lo spettacolo, quindi, se avrete la fortuna di andare a squagliarvi alle repliche di luglio. Oppure godetevi la recensione se cliccate qui.
La foto sopra è di Barbara, che ringrazio sempre e comunque.