Ufj

convivenza

tra le varie cose, sarebbe pure emerso che io al mattino faccio dei versi strani.
bah.
non mi risulta.

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Sara si stropiccia gli occhi.
Ha le gambe ingarbugliate nelle lenzuola e i capelli dappertutto.
Strizza gli occhi e arriccia le guance ma attraverso la nebbiolina del sonno non distingue bene.
“Cos’è?” farfuglia.
“E’ per te. Un regalino” fa Alberto agitandole davanti al naso la grossa scatola. Sara sorride e afferra il pacco.
“Posso aprirlo ora?”
“Certamente”.
Sara toglie il coperchio e guarda dentro la scatola. Dall’interno, un fracasso demoniaco le doma la criniera e inonda la stanza facendo tremare i vetri. Le ante dell’armadio scricchiolano e il lampadario tintinna. “BAARAGGHHAAAAHH!!!”
Sara fa un urlo, butta per aria la scatola e si nasconde sotto il cuscino.
Alberto fa un sorriso tutto denti. “Buongiorno amore, io andrei in ufficio, allora” esclama.
Una vocina da sotto il cuscino. “Buon… gio… rno…”
Sara sbircia fuori con un occhio.
Vede una sagoma a forma di Alberto che esce dalla porta.
Pensa a quanto si sente felice.
E pensa che a questa cosa, però, proprio non le riesce di abituarcisi.

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