breve guida alla scelta del nome per la nascitura

La prima cosa che devi evitare è che quando la chiamano si gira la metà dei bambini e quindi ti consiglio di scartare tutti i nomi un po’ modaioli tipo Sofia Ginevra Emma Matilde poi vedi di eliminare tutti nomi generazionali che ora sono generazionali ma fra vent’anni saranno semplicemente nomi da vecchia come Elisa Elena Francesca Barbara Laura Roberta poi devi togliere tutti i nomi di persone che ti stanno sul cazzo e se sei fortunato come sono fortunato io di persone di sesso femminile che ti stanno sul cazzo ce ne sono poche, pochissime, magari soltanto una e questo da un lato è un bene perché vuol dire che anche tu hai rapporti sereni coll’insidioso universo femminile dall’altro no perché vuol dire che il criterio selettivo fa schifo e poi ricordati di eliminare tutti i nomi di persone troppo vicine a te perché se salta fuori per esempio che decidi di chiamare tua figlia Adele finisce che alla tua amica Adele le viene un coccolone come potrà confermarti lei stessa e poi è sempre meglio eliminare tutti i nomi dei parenti perché i parenti vanno sempre a due a due e poi va a finire che uno dei due se ne ha a male a meno che non se lo meriti di rimanerci male e magari lascia perdere i nomi troppo biblici come Abigail o Sefora e tutti i nomi troppo ebraici come Rachele e tutti i nomi troppo catto-taròni come Concetta Immacolata Assunta Benedetta e non scordarti di escludere tutti i nomi composti tipo Maria Carolina o Anna Maria e simili nefandezze e sempre a proposito di nefandezze dimenticati tutti i nomi toponomastici o floreali tipo Italia Asia Viola Margherita Gelsomina Flora Rosa Petunia e anche quelli che generano assonanze grottesche col tuo cognome tipo Carolina Calorosi o associazioni mentali sinistre o più semplicemente curiose come Frida Khalorosi e poi tutti i nomi troppo lunghi come Ermenegilda Giuseppina Emanuela Elisabetta perché quando devi pronunciarli proverai lo stesso fastidio che provi quando chiami il servizio clienti e devi digitare uno per fare una certa cosa due per farne una certa altra e via discorrendo e poi finiscono sempre storpiati in un modo buffo e un po’ cattivello dai bambini più grandi e fetenti e infine ricordati di eliminare tutti i nomi corti sprovvisti di un dittongo e che non iniziano per Z e tutti quelli che non sono menzionati nel titolo di una crime story degli anni novanta diretta da Roger Avary.
Oppure c’è un sistema migliore. Sali in macchina e mentre metti in moto per tornare a casa dall’ufficio pensi: “Zoe. Mi piace il nome Zoe. Credo che chiamerò mia figlia Zoe”.
Oggi però mi torna in mente una storia che ho già raccontato tante volte, però mai in questo blog.
Una volta chiesi a un mio amico: “Pensa, noi ci conosciamo da tanti anni e non so come si chiama tuo padre”.
“Mio padre si chiama Libero”, rispose lui.
“Ma che nome del piffero”, feci io.
“Dunque, mio padre è nato il venticinque aprile del quarantacinque. In un fosso”.
Quando racconto questa breve storiella, sarà per via della terra dove sono cresciuto, sarà per via delle idee che ho nella testa o per il fatto che sono diventato un vecchio sentimentale del cazzo io vi giuro che mi vengono a luccicare gli occhi. Anche adesso, proprio adesso mentre sto scrivendo.
E mentre immagino quella giovane donna tremante rannicchiata a proteggere il suo piccolo da una brutalità senza senso riesco persino a sentire il suono infinito di quelle tre sillabe li-be-ro così come le ha sussurrate lei in quel momento. E allora mi rendo conto che nostra figlia dovrà portare un nome così. Un nome che non è un nome carino, oppure un nome alla moda, oppure un nome alternativo, oppure un nome che suona bene con il cognome. Tutte stronzate. Nostra figlia porterà un nome speciale. Un nome che sarà speciale per lei, per sua madre, per suo padre e per nessun altro al mondo.
ve lo dirà lei 😉