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banda bassotti in concerto

A me il rap mi fa cacare, va bene?
Sì, sì, percepisco l’importanza antropologica, sociologica e culturale di uno stile musicale talmente radicato nella cultura afroamericana da arrivare persino a identificarvisi. Riconosco l’assoluta rilevanza di un genere che al contempo è continuazione di una tradizione musicale che trae origine addirittura dal blues dei campi di cotone e arriva fino all’RnB (aggiungendo, nelle parole e nei fatti, una sola, clonatissima, cifra ritmica); di un genere, dicevo, al contempo creativo e versatile, incline alla contaminazione – spesso con ottimi risultati. Penso ai miei favoriti Rage against the machine, ma anche ai Beastie boys, ai Massive attack, i Limp bizkit e, in buona sostanza, a tutta la musica popolare germinata dai vituperati anniottanta (ma se volete farvi due sonore risate ascoltatevi Cough up the bucks di Neil Young, Illusion of power dei Black sabbath ma soprattutto Il seme del rap di Adriano Celentano).
Comunque, rimane il fatto che a me il rap mi fa cacare.
Nonostante ciò, razzolando dentro la scatoletta dove tengo i biglietti dei miei concerti (sapete, ne ho compiuti trecento il mese scorso), mi rendo conto che per un motivo o per l’altro ho visto dal vivo tutti i principali rapper italiani. Jovanotti (primo tour, era il 95), i Sud sound system (ero lì per altre ragioni), Frankie hi-nrg (per insistenza di Sara),  Alborosie (ma come fanno a piacerle degli scalognati del genere?), i 99posse (per la reunion al Leoncavallo, questa fu un’idea mia), Caparezza (nel prato dietro casa mia, a Parma, non più tardi di tre mesi fa; ammetto: gran bel concerto).
Ecco, non ho mai visto dal vivo la Banda bassotti. Dovrei rimediare, secondo voi?

Mentre pensate al testo del commento in cui m’insulterete perché la tal band in realtà non ha mai suonato rap o il taluno cantante con le treccine che parla solo in bergamasco in realtà secondo voi non è affatto scalognato, o che la talaltra canzone che doveva far così ridere in realtà fa soltanto pena, ecco, mentre siete lì che pensate a tutto questo guardatevi meglio la vignetta qui sopra, disegnata da un certo Enrico Faccini e apparsa su Topolino n. 2316.

2 commenti

  1. come direbbe mia nipote quattordicenne: SEI STRAAAAAAAAAAA… (muovendo pure la testa a dx-sx-sx-dx velocemente)… grazie per i sorrisi che ci regali

  2. male. molto male.

    nel 2000 e rotti hai preferito gli uriah heep (vecchiotti ma.. li avresti rivisti negli anni a venire) all’imperdibile concerto di montecchio della banda bassotti dopo 7 anni di silenzio.

    scuoto il capo e disapprovo. sigaro con me.

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