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arial does times new roman

Ero al bancone del Dulcamara intento a terminare la mia seconda birra. Ma la prima insisteva per uscire. Malvolentieri, decisi che era opportuno farmi un giro di là. Mentre attendevo il mio turno vidi nel tavolino lì vicino gli amici della 'Luna di Traverso'. Mi sedetti a fare due chiacchiere.
“Che state facendo?” domandai.
“Stiamo decidendo il tema del prossimo bando”, rispose Enrico.
“E’ sarà?”
“Times new Roman”.
“Cosa?”
“Times new Roman”.
Avevo capito giusto. “Che cazzo di tema”, pensai. Dissi invece: “Oh, originale”, e gli sorrisi come si sorriderebbe a un dentista con un trapano in mano.
“Sapete cosa? Vi manderò un racconto erotico intitolato ‘Arial does Times new Roman’” sghignazzai.
Sghignazzarono anche gli altri.
“Ti prendo in parola” disse Federica.
Mentre rilasciavo la prima birra ci riflettei su. Interpretai il tema a modo mio: un racconto che parla della scrittura, dell’atto di scrivere, insomma. Messa così mi parve una bella idea. Tirai l’acqua. Tanto più che avevo già qualcosa di pronto. Un raccontino agrodolce intitolato 'Q W E R T Y'. Dovevo soltanto ricordarmi di cambiare il nome della protagonista da Manuela a qualcos’altro. Il fatto è che a Sara vengono le fiamme agli occhi ogni volta che sente pronunciare quel nome. Figuriamoci vederlo scritto.
Tempo dopo incontrai Federica. Stava tagliando del salame. Aveva una grande pancia e sbuffava per la fatica.
“Allora, ci sono novità?” domandò.
“Sono io che lo chiedo a te” e guardai la pancia.
“Intendevo ‘Arial does Times new Roman’”.
Le sorrisi come si sorriderebbe a un dentista con un trapano in mano. Ma che diamine stava dicendo? Ah, il racconto, sì. Cavolo. Me l’ero scordato di brutto.
Andai a casa e lo scrissi di getto. Come sempre il racconto uscì differente dalle intenzioni – per esempio non era più erotico, e il titolo era mutato semplicemente in 'Arial' – ma era carino, dopotutto. Sì. Poteva andare. Il giorno dopo lo inviai ai ragazzi della 'Luna' con dedica a Federica.
Sono passati alcuni mesi da allora e il racconto è stato pubblicato lo scorso 19 aprile su ‘L’informazione di Parma’ (qui).
Alla ‘Luna di Traverso’ inviai per errore la versione di ‘Q W E R T Y’ con il nome originario. Il racconto fu pure pubblicato sulla rivista. Recentemente ho notato che Sara mi guarda con uno strano riflesso igneo negli occhi. Inizialmente congetturavo che fosse la primavera.

2 commenti

  1. hmmm, gia due volte laLDT ha messo un mio disegno vicino al tuo testo, lo fanno di proposito? 😉

  2. caro/cara AG

    questa cosa m’era sfuggita…
    non ho sottomano le riviste, stasera a casa controllo. mi auguro in ogni caso che l’abbinamento ti sia gradito. che i racconti ti siano piaciuti, insomma…
    un saluto

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