acufeni

La Doppio Zero guidata da quella simpatica canaglia di Dick Dastardly è il mezzo più potente e tecnologicamente avanzato del Wacky race. E’ dotata di una carrozzeria forse un po’ sinistra, ma indubbiamente accattivante. E’ superaccessoriata e ha un motore potentissimo a turbo iniezione. Lontano da tentazioni tecnocratiche alla Pat Pending, dai facili cielodurismi alla Rufus Ruffcut, umanamente, l’equipaggio della Doppio Zero non è ineccepibile, ma non è neanche quella manica di galeotti di Clyde e la sua banda.
Insoma, sulla carta la Doppio Zero è l’equipaggio da battere. E infatti, puntualmente, la Doppio Zero è saldamente al comando della corsa fino a pochi chilometri dall’arrivo.
Poi, a un certo punto, Dastardly decide di mettere in atto qualcuna delle sue idee balzane. Dastardly potrebbe limitarsi a tirare dritto, amministrare il vantaggio, come talvolta consiglia il suo saggio copilota Muttley. Io da bambino tifavo per loro e pensavo “Ma no, Dastardly, cosa fai?!? Hai la corsa in pugno, acccidenti, se ti fermi magari gli altri ti raggiungono!”
Niente da fare. In ogni gara, giunto a pochi chilometri dal traguardo, Dastardly scendeva dal mezzo, e con un’ostinazione esemplare metteva in pratica una delle sue idee assurde. Ogni volta il risultato era disastroso e al contempo esilarante.
Tutto questo mi è ritornato alla mente giusto ieri pomeriggio, mentre ascoltavo i risultati elettorali. Leggevo le percentuali e in fondo, proprio in fondo a un orecchio, quasi impercettibile, avevo l’impressione di sentire la risatina di Muttley. Ho controllato su internet. Si chiamano acufeni. Vengono con l’età.
Mi auguro che l’immagine non risulti offensiva agli elettori del partito in questione. E’ evidente che non è destinata a loro.
La godo molto questa similitudine, ma ho il sospetto che lasciar intendere che Bersani alla fine della gara abbia fatto qualcosa che ha rovinato tutto equivalga
ad attribuirgli un attivismo che non è esattamente la sua cifra stilistica.
Ci sono state altre elezioni che hanno visto il PD (che allora non era PD) come favorito. Poi capitava che gli esponenti del suddetto PD si mettevano a parlare, e i casi erano due: o dicevano fesserie oppure litigavano. Anche gli altri dicevano fesserie, si dirà, ma vuoi mettere come le raccontano bene? Beh, alla fine il PD perdeva o vinceva a metà. Quindi quando ho visto che c’era questo scarso attivismo, ora assai criticato, ho pensato che finalmente avevano capito l’antifona. E sono tutt’ora convinto che sia meglio parlare poco, solo che in quel poco bisognerebbe infilarci qualche parolina giusta. Io non sarei così critico sulla campagna elettorale del PD, sui risultati hanno pesato altri fattori ben più pesanti che non l’inerzia di Bersani, almeno a mio parere.
forse esiste una puntata del wacky race intitolata “PD – per denti” in cui dick dastardly per causa di un eccesso di anestesia somministrata dal suo dentista, si addormenta al volante, finisce fuori strada e si sveglia contro un albero.
no, forse neanche questa regge. fuori di similitudine, il segretario dovrebbe riconoscere la sua inettitudine e lasciare il partito. fantapolitica.