Fogliazza

TALVOLTA…

… sarebbe meglio raccontare la storia degli altri. E' fin troppo facile raccontare di noi, che ci conosciamo abbastanza per averne noia. E poi raccontare di noi è semplice. Magari quello che fa comodo, che forse è pure quello che gli altri si vogliono sentir dire. Ma raccontare degli altri e mettersi nei panni sporchi o stretti o logori e mollare i nostri occhi una volta tanto, per vedere come si vede stando dentro a carcasse diverse dalla nostra. Non sarebbe male rientrare in noi con rinnovato promemoria di sapere quanto siamo fortunati, quanto ci è andata bene. Mettersi in gico e in discussione, fino al punto di scoprire che non ne sappiamo nulla o troppo poco di quello che c'è stato dopo. Come di quello che c'è stato prima. Che fine han fatto i nonni? Quella che gli han fatto fare i nipoti. Che fine ha fatto saper raccontare storie che non siano balle inventate per fare colpo? Spero di avere tempo per raccontare tutto, ben sapendo che non mi basterà. E' un peccato perdersi dietro le cose fatte bene e basta. E' come quei bravi ragazzi… le persone per bene, quelli a modo, quelli che sanno le regole ma non le vogliono rispettare. Ed è un peccato stare a parlare per non dirsi nulla. Ne avremmo avute di cose da dire. E invece le abbiamo disegnate bene e basta, sperando che bastasse quello. Abbiamo disegnato invano, carta sprecata.

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