MEGLIO UN GIORNO DA AGNETTI…

Da grande vorrei essere come lui, Pino (Peppino, Giuseppino, Geppetto, etc) Agnetti.
Giornalismo con l'edicola maiuscola, colletto bianco come ali spalancate per volare in giro per il mondo, capello da moderato moto ondoso, qualcosa sempre avvolto attorno al collo, come chi non si fa cogliere di sorpresa dall'aria condizionata dell'aereo. La penna sempre rivolta all' orizzonte, dove c'è un conflitto… Pino pure! Dove c'è una missione di Pace… Pino è lì che redige. E l'aria drammatica di quando “reporta” in pubblico o a un microfono, sempre impeccabile allo scatto che immortala l'occhio che ha visto e vissuto, il ciuffo che sfugge ma il palmo di mano placa, come un golpe di pìsskiping.
Da grande vorrei essere come Pino, ma sarà dura, molto dura. Non è facile essere splendido come Pino: i suoi reportage fanno ombra alla luce.
Nella storia del giornalismo francese comparve intorno alla fine dell’ottocento la figura del corrispondente. I più arditi si distinsero nelle guerre (anche se i cugini transalpini prediligevano il colore piuttosto che i fatti, i punti di vista rispetto alla cronologia), mentre i più pacifici si buttavano sulla cronaca spicciola che avveniva in tutta la nazione. Questi ultimi avevano la peculiarità di mandare gli scritti quando più gli aggradava. Ebbene negli ambienti giornalistici francesi questi prendevano il nome di Flaneur salarié, ovvero i perditempo a stipendio fisso. Pian piano questa figura giornalistico-mitologica prese piede in tutta Europa. Qualche scritto di Flaneur salarié è comparso anche a Parma…
Quando leggo AlBo, mi illumino.
E non lo leggo solo in questo blog.
E pensare che lo pagano pure. Lo pagano per accostare la morte di una giovane in vacanza a Lorét De Mar (non so se si scrive così ma poco importa)con il fulgido esempio dei Papa Boys ai quali non sarebbe mai successa una cosa del genere.
E se la gente, indignata, si incazza, lui li sbeffeggia pure dalle pagine della Gazza. Lo pagano per partorire reportage che farebbero impallidire quelli dell’istituto luce di triste memoria. Lo pagano per straparlare, strapontificare e stra… fottere! Purtroppo nella Parma dell’informazione drogata e a senso unico, schiava dei vignales e dei suoi simpa (eccezion fatta per Polis!!!) c’è spazio anche per un Pino Agnetti qualunque. Che tristezza!
Povero Pino! Massacrato così…Tutto sommato, è uno di buon cuore: ha anche lanciato anche una sottoscrizione per i profughi della Georgia…
Va bene tutto ma ditegli di smetterla di tenere la pipì: fa male ai reni! PISS (o peace?) KEEPING…